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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: proposte presentate attuali Pd, Forza Italia, Lega, M5S, Sel, Fratelli d'Italia,Ncd

Come modificare l’attuale legge pensionistica secondo Pd, Forza Italia, Sel, Ncd, Fratelli d'Italia, Lega: proposte, novità e ultime notizie




La minoranza Pd chiede una completa revisione dell’attuale legge pensionistica mentre una parte dello schieramento chiededi ripristinare il divieto di cumulo di redditi da lavoro e redditi da pensione, abrogato dalla riforma oggi in vigore ma che, insieme alla perdurante crisi economica che l’Italia sta attraversando, ha contribuito ad aumentare la disoccupazione giovanile. Per risolvere questa situazione, insieme a piani di uscita anticipata, alcuni onorevoli del Pd hanno, dunque, chiesto di reintrodurre il divieto di cumulo dei redditi o di pensare eventualmente a trattenute proporzionali sulla pensione che si percepisce.

Mentre Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, continua a rilanciare sulla primaria necessità di aumentare le pensioni minime, portandole a mille euro per tutti, lo schieramento si prepara a schierarsi a fianco dei pensionati beffati dalla legge pensionistica attuale e dal tanto, tantissimo tempo che il governo sta facendo attendere per garantire modifiche positive. Tra le proposte, anche quella di Sel che prevede la possibilità di andare in pensione in base ad età anagrafica e contributi versati a seconda della tipologia di lavoro che si svolge.

Nella discussione pensionistica, già tempo fa, era intervenuto anche l’ex ministro Sacconi (Ncd) che, oltre a puntare sulla possibilità di mandare in pensione prima i lavoratori rispetto agli attuali requisiti fissati, ha rilanciato su una maggiore convenienza per i versamenti contributivi volontari, sul rendere più vantaggioso il riscatto dei periodi di studi ai fini contributivi e la totalizzazione. Il suo ddl prevede che l’autorizzazione ai versamenti volontari non sia più condizionata dalla posizione assicurativa del soggetto, né dalla contestuale eventuale presenza di contribuzione obbligatoria versata in altre gestioni, ma semplicemente dalla qualità di iscritto alla gestione medesima; e che i versamenti volontari siano utili per la maturazione della pensione anticipata per chi calcola l’uscita con sistema contributivo.

Per quanto riguarda il riscatto degli anni dei corsi di studio, il ddl presentato da Sacconi incita ad una maggiore convenienza del riscatto degli anni di laurea, mentre, per quanto riguarda la totalizzazione, tramite cui il lavoratore può valorizzare gratuitamente tutti i periodi contributivi versati nelle differenti gestioni, la proposta è di modificare i criteri di calcolo della pensione in totalizzazione ed applicare il principio del pro rata, prevedendo che ogni ente presso cui sono stati versati i contributi debba ripagare quanto versato in base alle proprie regole di calcolo.

Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia ha proposto un piano di tassazione delle pensioni d’oro e l’abolizione dei vitalizi, per eliminare i tanti privilegi di cui oggi godono solo in pochi e spiegando “Nel nostro Paese ci sono 200 mila persone che prendono una pensione più alta di dieci volte la minima, cioè superiore ai 5 mila euro al mese. Queste 200mila persone pesano 16 miliardi di euro l’anno sul sistema pensionistico; di contro, qualche milione di italiani sta pagando i contributi non per la propria pensione, ma per i privilegi di qualcun altro”.

Anche la Lega ha presentato, solo qualche giorno fa, nuove proposte. Due in particolare: la proroga del contributivo donna al 31 dicembre 2018 e la andare in pensione a 64 anni per i dipendenti pubblici che hanno maturato la quota 96 entro il 31 dicembre 2012, norma già esistente per i lavoratori del settore privato e che dovrebbe essere, dunque, solo ampliata anche ai lavoratori pubblici in modo da evitare che si creino ulteriori discriminazioni. Ma si tratta solo delle ultime due novità della Lega che si affiancano alla proposta già nota di Salvini di pensionamento per tutti con 35 anni di contributi e di un importo fisso di 800 euro al mese per 14 mensilità, che salirebbero a mille se si raggiungono invece i 40 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il