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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: dirigenti INPS d'accordo e pronti ad interventi per modifiche attuale legge

Presidente Boeri e dirigenti Inps tutti d’accordo nel voler modificare l’attuale legge pensionistica: in che modo farlo? Le novità e ultime notizie




La riforma pensioni attuale crea ormai da tanto, troppo tempo, problemi ai lavoratori, penalizzando soprattutto determinate categorie, e discussioni volte a proporre modifiche che si stanno rendendo sempre più necessarie. E le novità e ultime notizie che, oltre pareri e posizioni delle forze politiche e sociali, riportano anche la posizione dei dirigenti Inps confermano la volontà di intervenire con cambiamenti. Diversi i pareri anche in questo caso. Il Direttore Generale dell'Inps Massimo Cioffi si dice pronto a modificare la riforma pensioni attuale, non particolarmente apprezzata e necessaria da riformare nonostante le difficoltà esistenti, sostenendo novità per garantire uscite prima dal lavoro, posizione condivisa dal collega Antonello Crudo.

Anche Galloni membro effettivo del collegio dei sindaci dell'Inps sostiene interventi decisi sull’attuale legge pensionistica, sottolineando innanzitutto la necessità di intervenire con aumenti sugli stipendi altrimenti si rischia che i redditi bassi di oggi diventino le pensioni povere di domani; e appoggiando la proposta presentata da Salvini della Lega, che prevede la possibilità per tutti di uscita dal lavoro con 35 anni di contributi e una pensione fissa di 800 euro, che arriverebbe a mille con 40 anni di contributi, per 14 mensilità indipendentemente dall’età anagrafica.

Pensione anticipata, assegno universale, revisione della ricongiunzione onerosa gli obiettivi anticipati dal presidente dell’Inps Boeri che, d’accordo anche con il ministro del Lavoro Poletti, ha ribadito che a giugno sarà presentata una nuova proposta pensioni al governo. E se finora tutti gli interventi messi a punto da Boeri hanno trovato riscontro, diventando realtà, la speranza è che si continui su questa strada e che tutto ciò che il numero uno dell’Istituto ha messi a punto si trasformi in atto concreto.

Non solo, dunque, operazione trasparenza ma anche assegno universale per chi ha tra 55 e 65 anni, rischia di perdere il lavoro ma non ha ancora maturato i requisiti necessari per l’accesso alla pensione, ricalcolo contributivo sulle pensioni più elevate per recuperare nuove risorse e riportare equità nel sistema previdenziale italiane, e quindi pensare a meccanismi che permettano a tutti di andare in pensione prima rispetto alla soglia dei 66 anni oggi richiesta, ma sempre a fronte di penalizzazioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il