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Ultime notizie pensioni anticipate approvazione passa da Parlamento, tribunali, Ue, regioni. Per chi, quando e come

Mettere a punto interventi concreti sulla riforma pensioni sembra un percorso davvero lungo: passaggi da seguire, modifiche possibili e primi cambiamenti concreti solo da Regioni e Tribunali. Le novità




Le modifiche che si stanno studiando per cambiare l’attuale riforma pensioni stanno facendo discutere ormai da troppo tempo e sembra arrivato il momento di intervenire con atti concreti per andare incontro alle richieste che si sono susseguite in questi mesi tra quelle presentate da forze politiche e quelle arrivate da forze sociali. Ogni proposta e disegno di legge depositato deve comunque passare innanzitutto dal Parlamento e, quindi, superare la ribadita contrarietà dell’Ue ad ogni intervento sulle pensioni, nonostante le novità e ultime notizie su possibili aperture.  

L’Ue continua a puntare la sua attenzione sulla tenuta dei conti pubblici e il motivo per cui continua ad ostacolare l’approvazione di modifiche pensionistiche è il timore che possano intaccare i conti pubblici, nonostante si tratti di meccanismi, come spesso ribadito, a costo zero, e che anzi porterebbero benefici sia in termini di risparmi, nel lungo periodo, sia in termini occupazionali. E proprio per dimostrare questa convenienza, presidente dell’Inps Boeri e commissario per la spending review Gutgeld puntano a convincere l’Ue di aprirsi a nuovi interventi sulle pensioni.

Nell’attesa che il governo si orienti su eventuali cambiamenti concreti, ad attuare modifiche reali sono le singole regioni. Partendo dalla Lombardia, per esempio, il governatore Maroni entro l’anno ha proposto l'assegno universale mensile per chi vive sotto la soglia di povertà e risiede nella regione almeno da 5 anni; in Piemonte, invece, il presidente della Regione Chiamparino ha messo a punto un piano di anticipo della pensione  per gli over 50 cui mancano circa treanni alla raggiungimento della pensione e le risorse per coprire tale misura deriverebbero da un fondo che la Regione deve definire con le banche. L’anticipo erogato al lavoratore disoccupato, in parte, dovrà essere restituito una volta maturati requisiti pensionistici richiesti attualmente.

La Sicilia ha, invece, approvato il via libera all’uscita con quota 100 per i dipendenti pubblici in esubero, mentre in Calabria è  stato messo a punto uno scivolo di accompagnamento alla pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione purchè accettino di lasciare lavoro,per favorire l’inserimento di nuovi giovani nella P.A. Così come le regione anche i Tribunali si muovono concretamente, dalla decisione dell’Alta Corte sui risarcimenti ai pensionati, alla sentenza del Tribunale di Salerno per il pensionamento di 42 docenti salernitani di quota 96; alla decisione del Tar sull’illegittimità in merito all’inserimento ai fini del calcolo Isee delle pensioni di disabilità e le indennità di accompagnamento.


 
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il