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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi passano da Ue, Parlamento, Regioni, Tribunali

Alcune singole Regioni già partire con modifiche alla riforma pensioni attuale nell’attesa di decisione governo e Ue: le ultime notizie e prospettive




Sono tantissime le proposte di modifica ala riforma pensioni attuale e i ddl presentati, in discussione in  Parlamento per ricevere un’approvazione unanime volta finalmente a cambiare requisiti pensionistici, e non solo, oggi imposti ai lavoratori. Il percorso per una nuova riforma pensioni sembra decisamente lungo, come lunga potrebbe essere la discussione Parlamento dei tanti disegni di legge depostati. Nonostante le continue discussioni tra forze politiche, sociali, Inps e non solo, c’è sempre da considerare, come continuano a confermare le novità e ultime notizie, la contrarietà dell’Ue a qualsiasi intervento sulle pensioni, soprattutto per quelli che chiedono un abbassamento dell’età pensionabile per tutti.

L’Ue è particolarmente attenta ai conti pubblici e teme che i piani al vaglio del governo italiano possano intaccarli, cose che in realtà così non è giacchè ogni meccanismo ipotizzato per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima prevede comunque penalizzazioni a carico del lavoratore stesso, per cui sarebbero a costo zero. Ed è puntando su questo che presidente dell’Inps Boeri e commissario Gutgeld ritengono che sia prioritario convincere l’Ue dei vantaggi che tali interventi sulle pensioni italiani porterebbero sia in termini occupazionali che di risparmi.

Intanto, mentre la discussione a livello nazionale ed europeo continua, le singole Regioni si sono già mosse e, per esempio, il presidente della Lombardia Maroni entro l’anno vuole introdurre l'assegno universale mensile per chi vive sotto la soglia di povertà e risiede nella regione almeno da 5 anni; in Piemonte, invece, il presidente della Regione Chiamparino vuole dare il via ad un anticipo della pensione  per gli over 50 a cui mancano pochi anni alla raggiungimento della pensione e le risorse per coprire tale misura deriverebbero da un fondo che la Regione deve mettere a punto con le banche e permetterebbe al lavoratore disoccupato di ricevere l’assegno con un anticipo sulla pensione finale che, in parte, dovrà essere restituito una volta maturati requisiti pensionistici richiesti attualmente.

Se la Sicilia ha approvato il via libera all’uscita con quota 100 per i dipendenti pubblici in esubero, in Calabria, è  stato messo a punto per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione uno scivolo fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici garantendo un’indennità supplementare, che comporta la risoluzione immediata del rapporto di lavoro, per favorire l’inserimento di nuovi giovani nella P.A.

E insieme alle Regioni che si muovono, ci sono anche i tribunali, il cui ruolo, come successo per la questione risarcimenti decisi dall’Alta Corte, si rivela in determinate circostanze davvero fondamentale. L’anno scorso, per esempio, è stato il Tribunale di Salerno a decidere il pensionamento immediato per 42 docenti salernitani di quota 96 che avevano presentato ricorso al tribunale di competenza dopo le continue delusioni da parte del governo; ed è stato il Tar ad aver ritenuto illegittimo l’inserimento ai fini del calcolo Isee delle pensioni di disabilità e le indennità di accompagnamento.


 
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il