Fallimenti imprese di costruzione: 200mila famiglie colpite durante la realizzazione della casa

Dal 1995 a oggi le famiglie italiane coinvolte nei fallimenti di imprese di costruzione sono state più di 200 mila



''Dal 1995 a oggi le famiglie italiane coinvolte nei fallimenti di imprese di costruzione sono state più di 200 mila: chi aveva acquistato una casa in fase di realizzazione ha quindi visto andare in fumo il proprio denaro". E' quanto emerge dall'esame delle stime delle associazioni dei consumatori presentate dal presidente nazionale della Confconsumatori, Mara Colla, in occasione di un seminario sulla "tutela dell'acquirente di immobile da costruire" che si è tenuto oggi a Roma copromosso dall'associazione e dall'Abi. I consumatori considerano "una vera e propria conquista sociale" il recente decreto legislativo a tutela dell' acquirente di immobile da costruire o la cui costruzione non sia ancora ultimata, o che sia in attesa del rilascio del certificato di agibilità.

Il provvedimento spiega Colla, "garantisce all'acquirente la restituzione di quanto pagato, qualora il costruttore o il venditore si trovi in una situazione di crisi d'impresa" e introduce "un modo più semplice ed efficace per ottenere il risarcimento del danno patito in caso di rovina o di gravi difetti presenti nell'immobile". Tuttavia - continua il presidente - la normativa "per come é strutturata, crea una forte disparità di trattamento tra gli acquirenti" perché considera "esclusivamente la persona fisica e non anche la persona giuridica"; inoltre, la persona fisica può beneficiare della normativa "solo nel caso in cui l'acquisto dell'immobile sia al di furori della propria attività professionale o imprenditoriale".

La Camera di Commercio di Milano ha istituito un tavolo di lavoro per la redazione di un "contratto tipo" condiviso da tutte le categorie coinvolte nella normativa, tra cui associazioni come Confconsumatori. Anche l'Abi è impegnata nella "redazione di uno schema di contratto preliminare di acquisto di immobili", ha ricordato il direttore generale, Giuseppe Zadra, convinto che con questo provvedimento si "sia ottenuto qualcosa di straordinario", perché "ha dato un aiuto consistente" alle vittime dei fallimenti.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il