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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: continua a tacere uno dei più autorevoli decisori. Non è un buon segnale

La riforma pensioni più attuale che mai protagonista del dibattito politico degli ultimi giorni, ma non priorità per tutti: novità e ultime notizie




Cambiare l’attuale legge pensionistica, riuscire a garantire a tutti i lavoratori che lo desiderassero di andare in pensione prima rispetto ai requisiti oggi imposti, e modificare il sistema previdenziale attuale sono i temi in discussione tra le varie forze politiche in queste settimane e diverse sono le novità e ultime notizie. Mentre continuano a susseguirsi ddl e proposte di modifiche, mente il dibattito si accende sui sistemi migliori e più convenienti che potrebbero portare ad un abbassamento dell’età pensionabile per tutti e mentre si cerca di capire come riuscire a convincere l’Ue che piani di uscita prima possano essere vantaggiosi sia in termini occupazionali, perché garantirebbero maggiori possibilità lavorato rive ai più giovani, sia in termini di risparmi, perché con le penalizzazioni previste da ogni piano al vaglio si riuscirebbero a mettere da parte, nel lungo periodo, anche notevoli risparmi, è necessario ancora che ci si metta d’accordo sulle eventuali misure da approvare.

Tutti, o quasi, sonno d’accordo, infatti, sul modificare le norme dell’attuale legge, sono differenti solo gli interventi proposti dalle diverse forze politiche. Poche le contrarietà, anche se ci sono.  Nonostante l’acceso dibattito politico e le continue discussioni soprattutto delle ultime settimane, infatti, l'unico che tace sulla questione delle pensioni anticipate al momento è il ministro dell’Economia Padoan che non si esprime ma il suo silenzio dice tutto, considerando che da sempre ribadisce la sua contrarietà a interventi pensionistici e non intervenire con dichiarazioni esplicite sulle pensioni significa non aver cambiato idea sulla sua posizione. Chi si è espresso, invece, è il suo vice Morando che ha detto chiaramente che non sono al momento allo studio del governo interventi sulle pensioni, smentendo, dunque, quanto dichiarato da Metto Rendi e varie forze politiche.

Ma non è la prima volta che si creano discrepanze tra ministro dell’Economia e premier: già qualche mese fa, i due si sono schierati su posizioni opposte per quanto riguarda le possibili modifiche all’attuale riforma pensioni, con Renzi che ha sempre dichiarato di voler interventine con cambiamenti sì profondi ma senza stravolgere del tutto l’impianto dell’attuale legge e Padoan che, invece, sostenuto dall’Ue, ha sempre spiegato l’importanza di lasciare così com’è la legge pensionistica attuale, perché l’unica capace di garantire stabilità finanziaria al nostro Paese.

E proprio per la stabilità economica che riesce ad assicurare e le condizioni poco atte ad abbassare l’età pensionabile per tutti, i tecnici del Tesoro hanno sempre bloccato qualsiasi nuovo intervento positivo proposto in Parlamento sulle pensioni e ne è un chiaro esempio il caso dei quota 96 della scuola, ben 4mila lavoratori che hanno maturato i loro requisiti pensionistici da tre anni orma ma bloccati ancora a lavoro da un errore della riforma oggi in vigore, errore per cui si cerca una soluzione da tempo ma che viene puntualmente rimandata. Secondo il Tesoro, sarebbero troppe le risorse necessari e in questo momento non ne dispone. Il silenzio di Padoan e la posizione del Tesoro, tuttavia, non lasciano ben sperare in imminenti interventi pensionistici nonostante tali interventi siano l’unico auspicio di tutti gli italiani.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il