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Pensioni modifiche sostenute da dirigenti Inps, riforma conflitto interessi, Isee, riforma scuola: novità oggi mercoledì

Dirigenti Inps d’accordo su riforma pensioni attuale e gestione del sistema previdenziale in generale; le misure della riforma della Scuola e cosa cambia per l’Isee 2015: le novità




Il dibattito politico sulla riforma pensioni e le modifiche da definire continua mentre chi si muove davvero è l’Inps, a giugno in Aula la riforma sul conflitto di interessi e via libera alla Camera della riforma della Scuola Renzi. Vediamo le novità e ultime notizie ad oggi mercoledì 27 Maggio 2015.

Pensioni: Il dibattito politico sulla riforma pensioni e le modifiche da definire continua mentre chi si muove davvero, e lo ha dimostrato con gli interventi concreti messi in atto finora, è l’Inps. Presidente Boeri e squadra di dirigenti sono tutti d’accordo sulla necessità di intervenire non solo sull’attuale legge pensionistica ma anche su tutto il sistema previdenziale italiano, soprattutto per renderlo più equo per tutti. E’ proprio Boeri che ad oggi è considerata una delle personalità di cui forse ci si può fidare di più, visto che ogni piano anticipato diventato realtà, dal via all’operazione trasparenza, al debutto (dopo ben 10 anni di discussioni) del sistema ‘La mia pensione’, che permette al lavoratore di conoscere il proprio futuro pensionistico attraverso pochi click online, all’assegno universale, che dovrebbe essere presentato a giugno. I piani di intervento di Boeri, sostenuti tra l’altro dal premier Renzi stesso e dal commissario Gutgled, sono condivisi anche dal direttore generale dell'Inps Massimo Cioffi che si dice pronto a modificare la riforma pensioni attuale; e da Galloni, membro effettivo del collegio dei sindaci dell'Inps, che ribadisce la necessità di cambiare la legge pensionistica attuale, partendo però da aumenti degli stipendi altrimenti si corre il rischio che i redditi bassi di oggi diventino le pensioni povere di domani. Galloni, inoltre, sostiene anche la proposta presentata da Salvini della Lega di uscita dal lavoro con 35 anni di contributi e una pensione fissa di 800 euro, che arriverebbe a mille con 40 anni di contributi, per 14 mensilità indipendentemente dall’età anagrafica.

Riforma conflitto interesse: Il ministro Boschi qualche giorno fa ha annunciato che la riforma sul conflitto di interessi sarà in Aula entro giugno. “Il conflitto di interessi poteva essere inserito già nell'Italicum. Non è stato fatto per non mettere a rischio il patto del Nazareno. Ora ben venga l'impegno di affrontare finalmente la madre di tutte le battaglie nel centrosinistra. Purchè non sia una sorta di pressione per ammansire Forza Italia e non si allunghi il brodo con proposte troppo complesse per poi non fare nulla” ha detto Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria del Senato, minoranza Pd, primo firmatario di un disegno di legge sul tema. E sull'annuncio della Boschi dell'arrivo della discussione della riforma a giugno ha dichiarato: “Era ora che Renzi se ne occupasse. La questione è all'esame delle Camere dall'inizio della legislatura. Il 20 giugno del 2013 ho presentato una proposta di riforma, assieme ad altri 24 senatori Pd, compresi il capogruppo Luigi Zanda e la vicepresidente di palazzo Madama Valeria Fedeli, che stabilisce l'incompatibilità dei parlamentari, estendibile ai membri del governo, non solo se sono presidenti o Ad di società partecipate o titolari di concessioni o licenze pubbliche, come prevedono già le leggi degli anni '50, ma anche se ne sono gli azionisti di controllo, di diritto o di fatto”.

Isee modifiche: E’ ormai ben noto che dal primo gennaio è entrato in vigore il nuovo Isee che sta creando non poche difficoltà a contribuenti, Caf e banche, che più volte in queste settimane ne hanno richiesto una proroga. Tante le novità rispetto agli anni precedenti. La prima riguarda i redditi da includere nella dichiarazione, che si ampliano notevolmente e includono ora anche i redditi esenti da Irpef, compresi assegni al nucleo familiare, pensioni di invalidità, assegni sociali, indennità o assegni di accompagnamento, anche se il Tar ha dichiarato illegittima questa considerazione, borse di studio, carte acquisti, indennità e ogni altra forma di reddito, di bonus o erogazione pubblica di tipo assistenziale, previdenziale o di sostegno; redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta (ad esempio cedolare secca, premi di produttività); e redditi figurativi degli immobili non locati e relativi attività mobiliari. Per quanto riguarda le famiglie con disabili sono previsti dei correttivi con la franchigia differenziata in base al tipo di disabilità e  se il componente familiare è maggiorenne a 4.000 euro se presenta una disabilità media; a 5.500 euro in caso di disabilità grave; a 7.000 euro se la persona non è autosufficiente. Nei casi in cui la persona disabile è un minorenne, le somme vengono progressivamente aumentate, fino ai rispettivi valori di 5.500, 7.500 e 9.500 euro. Per quanto riguarda invece i patrimoni, per gli immobili il parametro di riferimento da inserire nella dichiarazione è la base imponibile dell’Imu, cioè il valore catastale rivalutato; e devono essere dichiarati anche i patrimoni mobiliari, come conti correnti bancari e postali, possesso di titoli, depositi bancari e postali, fondi di investimento, carte di credito e ogni altra forma di investimento finanziario o in titoli.

Riforma scuola: Il piano della Buona Scuola di Renzi è stato approvato alla Camera senza alcuna novità sostanziale rispetto al testo iniziale. La novità più importante riguarda la cancellazione dell’articolo 17, sulla possibilità per i contribuenti di finanziare la scuola, pubblica o paritaria, con il 5 per mille e per il resto non ci sono state modifiche sostanziali al testo. Approvati gli articoli che contengono le finalità del provvedimento e che parlano di autonomia scolastica cioè di una maggiore libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola; il bonus di 500 euro per l’aggiornamento dei professori, il bonus (di 200 milioni l’anno) per la valutazione del merito dei docenti, il curriculum dello studente previsto dall’articolo 3 con la soppressione però della contestata norma che prevedeva tra i finanziamenti esterni dei percorsi formativi anche quelli derivanti dalle sponsorizzazioni; e l’articolo che attribuisce ai presidi il potere della ‘chiamata diretta’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il