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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità realizzabili e attuabili da Ue, Regioni, Parlamento, Tribunali

La riforma pensioni è un mosaico complesso che passa anche dalle aule dei tribunali e dal via libera di Bruxelles. Novità e ultime notizie.




Sono tanti i piani in cui si sta giocano la riforma pensioni. In prima battuta c'è quello istituzionale del governo e delle aule parlamentari. Novità e ultime notizie raccontano di un rinnovato attivismo che passa dallo studio di soluzioni come l'applicazione di quota 100, l'estensione a tutti i lavoratori del sistema di calcolo contributivo, la concessione del congedo a 62 anni con 35 anni di contributi secondo una tabella di penalizzazione meno severa. Poi ci sono le regioni che riflettono su come ammorbidire i requisiti per il ritiro anche per contenere i costi del personale e favorire il ricambio generazionale.

I recenti fatti di attualità ci insegnano a tenere i fari puntati sulla giustizia. Ci sono due appuntamenti con le aule dei tribunali da segnare in agenda. A giugno l'Alta Corte stabilirà se sia legittimo il blocco al rinnovo dei contratti pubblici che doveva essere temporaneo ma dura da 5 anni In ballo ci sono 12 miliardi di euro. In autunno, tra settembre e ottobre, è attesa la sentenza sulle cosiddette pensioni d'oro. Il governo Letta ha infatti riproposto il prelievo dopo una bocciatura iniziale degli stessi giudici. L'impatto, limitato a 300 milioni di euro, è servito a finanziare le misure di salvaguardia degli esodati.

La riforma pensioni non è comunque possibile senza il via libera di Bruxelles. A tal proposito, una sferzata all'Unione Europea è arrivata da Mario Draghi, governatore della Banca Centrale Europea. Correggere i conti pubblici con misure pro-crescita e "non abbassare la guardia" su governance delle riforme strutturali, unione di bilancio e condivisione dei rischi. Perché "prima o poi" si arriverà a "un'ulteriore condivisione di sovranità" per i Paesi dell'Eurozona che va considerata una "opportunità" e non una "minaccia". Draghi è tornato a parlare della necessità che, per il risanamento dei conti di Paesi ad alto debito, si punti a "misure favorevoli alla crescita".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il