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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: conseguenze vittoria alcuni partiti in elezioni regionali

Prossime elezioni regionali del 31 maggio e quali conseguenze potrebbero avere su consensi governo e interventi su riforma pensioni: le novità




Si dice ormai da tempo e probabilmente è vero che gli esiti delle elezioni regionali che si terranno domenica 31 maggio saranno indicative per capire a che punto sono fiducia e consensi nei confronti del governo Renzi e saranno importanti anche per capire come potrà evolversi la questione pensioni. Le novità e ultime notizie delle settimane appena trascorse confermano, innanzitutto, una prima vittoria dei partiti pro cambiamento attuale legge pensionistica nelle città dove si sono svolte le prime amministrative, tra Trentino, Bolzano e Valle D’Aosta, dove si è imposta la Lega che da sempre chiede addirittura una cancellazione della attuali norme per un ripristino delle vecchie regole pensionistiche, che garantirebbero anche immediata soluzione dei casi di esodati e quota 96 della scuola.

Per evitare che il governo perda consensi ma che, anzi, al contrario li riacquisti, dopo gli ultimi sondaggi che li davano nettamente in calo, in vista delle regionali di domenica prossima, come ipotizzato già da settimane, il tema delle pensioni è entrato prepotentemente alla ribalta con le maggiori aperture da parte del premier stesso a modifiche e interventi e con una vittoria netta del Pd sarà difficile non accontentare almeno in parte i pensionandi. Ed è proprio sul tema delle pensioni che punta Forza Italia per recuperare.

E proprio il leader Berlusconi solo qualche giorno fa, durante un’intervista, ha spiegato che  è necessario riuscire a garantire ai pensionati una vita serena aumentando le pensioni a 1000 euro, ma anche abolire l'imposta di successione e applicare la Flat tax. L’importanza e la necessità sempre più urgente di intervenire sulle pensioni è confermata anche dalle iniziative che le singole regioni hanno già approvato per consentire l’uscita anticipata ai propri lavoratori, da Sicilia a Marche, Calabria e non solo.

In Lombardia, poi, il presidente Maroni ha annunciato di voler introdurre l'assegno universale che verrebbe erogato ogni mese a chi vive sotto la soglia di povertà, per una cifra di 700 euro al mese per un periodo di tempo limitato di dodici mesi, ma in alcuni casi particolari potrebbe essere anche prorogato. Condizione per ricevere questo assegno è la residenza nella Regione Lombardia da almeno 5 anni e Maroni ha fatto sapere che sarà messo a punto entro la fine dell’anno.

In Piemonte, invece, il presidente della Regione Chiamparino ha annunciato l’intenzione di dare il via ad un anticipo della pensione  per gli over 50 a cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione.  La somma da utilizzare verrebbe erogata attraverso la costituzione di un fondo che la Regione deve mettere a punto con le banche e permetterebbe al lavoratore disoccupato di ricevere l’assegno con un anticipo sulla pensione finale che, in parte, dovrà essere restituito una volta maturati requisiti pensionistici richiesti attualmente.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il