BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità in tre fasi distinte quota 100, contributivo, mini pensione

Quale riforma pensioni Renzi? In che modo il governo potrebbe articolare il percorso di cambiamento? Quali novità e ultime notizie?




Non tutto e subito: la riforma pensioni potrebbe essere graduale e passare subito dall'introduzione dell'assegno universale, dando così seguito a una della proposte che dovrebbe finire nel pacchetto di soluzioni che Tito Boeri, presidente dell'Inps, sottoporrà all'attenzione del premier Matteo Renzi entro la fine di giungo. Poi ci sarebbe un decreto previdenza e infine la cristallizzazione delle misure più impattanti sul bilancio italiano nella prossima manovra finanziaria.

Tra le ipotesi si cui il governo sta ragionando c'è quella di abbassare a 62 anni l'età di ritiro dal lavoro, anziché i 66 della normativa vigente, con almeno 35 anni di contributi. E in parallelo l'innalzamento a 70 anni di rinvio volontario con un bonus del 2% l'anno. In realtà si tratta di una possibilità non gradita dall'esecutivo. La strada da seguire è comunque quella di favorire il ricambio generazionale, ma per le stime Uil chi si ritira 4 anni in anticipo perderà più di una mensilità l'anno, e dal 2030 il taglio dell'assegno sarà più pesante.

Dinanzi alla crisi del welfare, secondo Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, si è poi fatto promotore dell'idea di introdurre il prestito previdenziale per chi, oltre i 55 anni senza lavoro e senza pensioni, si trova di fatto senza alcun reddito e con poche possibilità di trovare una sistemazione.

Già mercoledì è in programma un vertice tra imprese, sindacati e il ministro Poletti. Si parlerà di pensioni e del decreto del Jobs Act che riforma gli ammortizzatori sociali a cominciare dalla Cassa integrazioni. Sarà emanato a giugno, così come quello sull'Agenzia delle ispezioni e dell'impiego e quello sui contratti e i rapporti di lavoro. Il tutto mentre il governo punta a un sindacato unico: vuole approvare una legge sulla rappresentanza che servirà sostanzialmente a rendere impossibili gli scioperi e intende ridurre al minimo la contrattazione nazionale, privilegiando quella aziendale.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il