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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi indicazioni potenzialmente positive con Ue più aperta dopo elezioni Spagna, Polonia

L’esito delle elezioni di Spagna e Polonia preoccupa l’Ue: quali possibili conseguenze ai successi degli schieramenti anti austerità? Novità e ultime notizie




Politiche di austerità, raccomandazioni e indicazioni su interventi che non piacciono poi a tutti i Paesi: l’Ue continua a porsi come guida ma le novità e ultime notizie che arrivano da alcuni Paesi europei non sembrano ben accogliere questo ruolo. Lo dimostra la vittoria in Spagna, dove il partito degli indignados guidato dal leader Pablo Iglesias ha stravinto a Madrid e Barcellona, e in Polonia, dove ha vinto le elezioni presidenziali con il 53% l'euroscettico Andrzej Duda, degli schieramenti contro l’Ue e che chiedono proprio all’Ue di cambiare.

Si tratta di successi che potrebbero decisamente intimorire la stessa Ue già alle prese con la complicata questione della crisi in Grecia, quella stessa Grecia conquistata dall’amato Tspiras e da cui è probabilmente partita la ‘tempesta’ contro le rigide misure imposte dall’Ue, che rischia di far fallire il suo progetto se davvero il paese greco uscirà dall’Euro.

Per evitare, dunque, che tutto si sgretoli e conquistare le opinioni pubbliche, la Ue potrebbe ora aprirsi a nuovi interventi, essere più accomodante e accettare anche di permettere nuove concessioni, a partire dalle possibilità di modifica alle pensioni in Italia. Finora, infatti,è sempre stata l’Ue, insieme al Ministero dell’Economia, ad essere contraria a qualsiasi intervento di modifica dell’attuale legge pensionistica, tanto che presidente dell’Inps Boeri e commissario per la spending review Gutgeld, tra i loro obiettivi primari hanno inserito la necessità di convincere la stessa Ue che agire sulle pensioni, soddisfacendo le richieste di tutti coloro che chiedono di abbassare l’età pensionabile oggi richiesta, potrebbe risultare vantaggioso, sia per il rilancio dell’occupazione giovanile sia in termini di risparmi.

E’ stata, infatti, la nostra stessa Italia a dare il via a norme pensionistiche tra le più rigide in Europa con quella che è stata definita la riforma ‘lacrime e sangue’, per cui è plausibile che possano essere concessi nuovi margini di intervento, soprattutto dopo che in alcuni Paesi della stessa Ue sono già state definite novità pensioni, dalla Germania, che già l’anno scorso ha abbassato l’età di uscita dal lavoro, a Inghilterra, alla stessa Grecia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il