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Pensioni conseguenze elezioni regionali, riforma piano scuola, amnistia, quota 96, riforma divorzio breve: novitÓ giovedý oggi

Le novitÓ ad oggi giovedý 28 maggio del governo Renzi tra pensioni, divorzio breve, riforma scuola, questione carceraria. Le ultime notizie




Novità e ultime notizie ad oggi giovedì 28 Maggio 2015 su riforma pensioni e altre leggi ufficiali approvate o ancora in discussione. Al via ufficialmente dal 26 maggio le nuove regole della legge sul divorzio breve che permettono di lasciarsi in un anno, anche sei mesi se la separazione è consensuale, anzicchè in tre anni. E Si continua a discutere di pensioni soprattutto in vista delle elezioni regionali di domenica 31 maggio

Pensioni: Mancano pochi giorni alle elezioni regionali di domenica 31 maggio e cresce l’attesa per capire quali saranno gli esiti e quale impatto potranno avere sugli interventi al vaglio del governo, o non ancora. Primi tra tutti, quelli sulle pensioni. Dopo la prima vittoria dei partiti che sostengono modifiche all’attuale legge pensionistica nelle città dove si sono svolte le prime amministrative, basti vedere il successo riscosso dalla Lega, è chiaro che la volontà dei cittadini è tutta orientata a scegliere chi ha davvero intenzione di lavorare per cambiamenti che garantiscano una migliore qualità della vita a tutti. E l’importante del tema delle pensioni è stata confermata anche in questi giorni in cui il premier Renzi, dopo tanto silenzio, ha nuovamente aperto a modifiche pensionistica, già entro il prossimo autunno, non solo con piani di uscita prima per tutti ma, si spera, anche con quegli attesi aumenti delle pensioni minime che si attendono già da un anno ma che sembra siano stati accantonati. E se il Pd dovesse riscuotere quei successi che sono emersi in diverse regioni dai sondaggi pre-elezioni, non ci si potrebbe tirare indietro e bisognerà proseguire effettivamente sulla strada del cambiamento pensionistico, cercando soluzioni per approvare le misure anticipate, altrimenti il governo stesso perderebbe di credibilità, sgretolandosi completamente. E del resto, la necessità di interventi sulle pensioni è confermata dalle prime novità che sono già state approvate dalle singole regioni, il che rappresenta una necessità più viva che mai visto che ogni singolo governo regionale è andato oltre i tempi di attesa che il governo continuamente rinvia. Dalla Lombardia, alla Sicilia, dal Piemonte, alle Marche, alla Campania, alla città di Trento, sono stati definiti o sono in via di definizione piani di pensione anticipata con quota 100, mini pensione o prestito pensionistico, e di assegno universale.

Riforma divorzio breve: Al via ufficialmente da oggi 26 maggio le nuove regole della legge sul divorzio breve che permettono di lasciarsi in un anno, anche sei mesi se la separazione è consensuale, anzicchè in tre anni. Le novità valgono anche per i procedimenti già in corso, circa 200mila, e si tratta, in questo caso, di una decisione che rischia di intasare i lavori dei tribunali, in carenza di personale soprattutto amministrativo. Per quanto riguarda le separazioni consensuali, la durata di tale periodo è fissata in 6 mesi, anche nel caso in cui il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale. La comunione tra coniugi, nel caso di separazione personale, si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati; mentre in caso di separazione consensuale, lo scioglimento avviene dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione dei coniugi dinanzi al presidente, purchè omologato.

Quota 96: Nuovi emendamenti, ben sette, per chiudere la partita dei quota 96 della Scuola, presentati da Sel e M5S al Ddl della Buona Scuola di Renzi aprono nuove speranze per il pensionamento dei 4mila lavoratori della scuola, tra personale Ata e insegnanti, che attendono il congedo da ormai tre anni. Il governo sembra infatti intenzionato a cercare di risolvere il problema nato da un errore di formulazione dell’attuale legge pensionistica. L'ipotesi è quella di un Ddl che dovrebbe riformare questa parte del settore scolastico in materia previdenziale, con un emendamento per concedere una deroga per l’uscita dal lavoro con le vecchie regole pensionistiche, cioè per chi ha raggiunto quota 96 entro l’anno scolastico 2011-2012.

Indulto e amnistia: Dopo l’approvazione degli ecoreati e dei ddl corruzione, dopo l’inaugurazione degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale nel carcere di Bollate, alla presenza del Ministro Orlando e di diverse autorità del comparto penitenziario, che ha dato il via ad un semestre di riflessioni sui temi del carcere, ora si attendono solo novità sulle misure di indulto e amnistia. Di nuovo bloccata la discussione in Commissione Giustizia, che riprenderà solo dal 10 giugno, si tratta di un dibattito che crea ancora non poco caos e su cui continua a tacere lo stesso ministro Orlando. Ma ci si augura che con gli Stati Generali qualcosa possa cambiare. Nel giorno dell’inaugurazione, Desi Bruno, Garante regionale delle persone private della libertà personale, ha dichiarato che  “In Italia sta nascendo una nuova idea di pena e l’inaugurazione a Milano degli Stati generali dell’esecuzione della pena è il primo passo di un percorso virtuoso che porterà non solo a un miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti ma anche a vantaggi per tutta la comunità. Il carcere di Bollate è una struttura nella quale viene assicurata l’attività trattamentale e il lavoro praticamente a tutti”. Ma anche spiegato che “Un nuovo piano di riforme è necessario per l’emergenza sovraffollamento e bisogna pensare a cosa fare concretamente per garantire il lavoro ai ristretti e favorire il ricorso a misure alternative”.

Riforma Scuola: Le proteste scatenate dalla nuova riforma della Scuola approvata alla Camera e in discussione al Senato nelle prossime settimane si stanno manifestando non solo attraverso gli scioperi. Per dimostrare tutta la loro contrarietà ad un piano che non definiscono certo della Buona scuola, in alcune scuole i collegi hanno deciso di bloccare la scelta dei testi per il prossimo anno scolastico. Ed è scontro tra l’Associazione italiana editori gruppo educativo e gli insegnanti. La Legge prevede che ogni anno i docenti scelgano il libro di testo da adottare per il successivo anno scolastico e solitamente entro la fine di maggio tutti gli istituti provvedono a comunicare le loro decisioni. Ma quest’anno la nuova riforma sembra aver bloccato tutto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il