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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: nuove leggi appena realizzate per determinate categorie basate su privilegi

Ancora novità pensioni riservate solo a determinate pensioni: novità e ultime notizie ma cresce necessità di soluzione universale per tutti




Si cercano ormai da lungo tempo soluzioni che cambino l’attuale legge pensionistica riportando i requisiti oggi richiesti ad essere leggermente più ‘morbidi’. Da oltre un anno, infatti, sono al vaglio del governo piani che permetterebbero a tutti i lavoratori di andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia fissata a 66 anni, da meccanismo di uscita a quota 100 a mini pensione o prestito pensionistico, a piano flessibile di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni. Ma ad oggi ancora nulla di concreto è stato fatto. Mentre, dunque, il governo continua a temporeggiare facendo attendere sempre più, tra le novità e ultime notizie le recenti iniziative che, ancora una volta, sono state definite solo per singole categorie di lavoratori.

Non è certo la prima volta che si interviene sulle pensioni solo pensando a determinate persone, ma è paradossale che per l’ennesima volta e in quadro ben chiaro di necessità di interventi per tutti, si lavori solo per pochi. In Sicilia, infatti, come anticipato mesi fa, è stato approvato il piano di prepensionamento con le vecchie norme previdenziali per i dipendenti pubblici della regione. Questi lavoratori potranno, infatti, andare in pensione a 65 anni e 3 mesi con oltre 20 anni di contributi o a 61 anni di età e 35 anni di contributi, con penalizzazioni sull’assegno finale che possono arrivare anche al 10% rispetto alla pensione che avrebbero preso maturando i normali requisiti richiesti.

Chi matura, dunque, i requisiti richiesti fino al 2020, può inoltrare la domanda di pensionamento entro il 15 luglio. Questo della Sicilia è solo l’ultimo dei recenti casi di regioni che stanno decidendo in piana autonomia di agire con novità sulla riforma pensioni in vigore. Qualche giorno, infatti, prima Piemonte e poi Lombardia hanno riferito di nuovi sistemi già in via di approvazione.

In particolare, in Piemonte il presidente Chiamparino sta mettendo a punto un piano di pensione anticipata con un prestito pensionistico per gli over 50 cui mancano tre anni circa alla maturazione dei requisiti pensionistici richiesti. L’anticipo sarà erogato da un nuovo fondo che la Regione sta definendo con le banche e che permetterebbe al lavoratore disoccupato di ricevere l’anticipo sulla pensione finale da restituire poi, in parte, una volta raggiunta la pensione normale.
 
In Lombardia, poi, il presidente Maroni punta ad introdurre l'assegno universale da erogare ogni mese a chi vive sotto la soglia di povertà, del valore di circa 700 euro al mese e per dodici mesi. Per richiedere l’assegno bisognerà essere residente nella Regione Lombardia da almeno 5 anni e probabilmente la possibilità di inoltrare domanda sarà regolata dall’Isee dichiarato. Si tratta, dunque, di soluzioni ben chiare ma che rischiano di creare squilibri a livello regionale, motivo per cui crescere la necessità di una legge universale, per tutti gli italiani e per tutte le categorie di lavoratori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il