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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: peggioramenti conti continua. Difficili quota 100, mini pensioni,assegno universale

Peggiorano i conti pubblici italiani e potrebbe essere ennesimo ostacolo a interventi sulla riforma pensioni: le novità e ultime notizie




Le novità e ultime notizie riportano informazioni sui conti pubblici italiani ancora in forte difficoltà, situazione che potrebbe creare ancora blocchi e slittamenti alla messa a punto di modifiche sull’attuale riforma pensioni. I partiti politici sono tutti d’accordo sulla necessità di apportare cambiamenti anche se Mef e Ue ne sono contrari, proprio perché particolarmente attenti alla tenuta dei conti pubblici e la recente bocciatura dell'Ue della reverse charge sull’Iva per le forniture nella grande distribuzione (supermercati, ipermercati e discount alimentari) apre nuovi buchi di bilancio e bisognerà capire con quali altre risorse economiche il governo riuscirà a coprire il buco di 728 milioni di euro, come riportato dalle stime.

La necessità di nuovi fondi per tappare il buco italiano potrebbe impedire, di conseguenza, possibili interventi sulle pensioni, considerando anche la ferma opposizione, da sempre, dell’Ue che presidente dell’Inps Boeri e commissario per la spending review Gutgeld vogliono convincere, perché approvare gli interventi sulle pensioni, tra quota 100, mini pensione e assegno universale (più imminente), porterebbe vantaggi sia per una nuova spinta al mercato del lavoro, sia per i risparmi che nel lungo periodo verrebbero assicurati dai piani di pensione anticipata.

Per mettere da parte nuovi soldi, torna dunque più attuale che mai l’ipotesi di interventi negativi e tagli a baby pensioni, pensioni di reversibilità invalidità, cumulo, guerra e ricalcolo contributivo sulle pensioni più elevate. Solo così, probabilmente, si potrebbero modificare i requisiti pensionistici oggi richiesti, troppo rigidi secondo molti, e che per lasciare il lavoro chiedono 66 anni di età e tre mesi, con 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne, requisiti destinati ancora a salire dal primo gennaio 2016, arrivando a 66 anni e sette mesi, aumento risultato dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat.

Con il piano di uscita a quota 100, proposto da Cesare Damiano, l’età scenderebbe dai 66 anni attuali a 60 anni di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, purchè  età anagrafica ed età contributiva diano come risultato 100. Età per andare in pensione più bassa anche con il piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell'8%; e con il prestito pensionistico, che permetterebbe al lavoratore di andare in pensione due o tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, e cioè a 63 o 64 anni, ricevendo un anticipo sulla pensione finale, da restituire attraverso piccole trattenute sulla pensione mensile una volta maturata la normale pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il