Multa a Microsoft per aver infranto brevetti sul mp3.Ma anche Apple, Intel e altre aziende rischiano

Microsoft deve pagare 1,5 miliardi di dollari a Lucent-Alcatel per aver infranto i brevetti relativi al formato di compressione mp3 usato nel sistema operativo Windows.



Un tribunale di San Diego ha condannato Microsoft a pagare 1,5 miliardi di dollari a Lucent-Alcatel per aver infranto i brevetti relativi al formato di compressione mp3 usato nel sistema operativo Windows.

Microsoft aveva regolarmente acquisito le licenze per l'mp3 dall'insituto Fraunhofer per 16 milioni di dollari.

L'istituto ha sviluppato il formato di compressione audio insieme ai ricercatori Lucent, e, prima di cederlo alla francese Thomson, l'aveva concesso in licenza a molte softwarehouse più o meno grandi. Evidentemente Lucent aveva i diritti su qualche parte di codice, e oggi si sta muovendo per rivendicarne la co-paternità.

Se la sentenza venisse confermata anche nei successivi gradi di giudizio rappresenterebbe una spada di Damocle sulla testa di tutti coloro, e sono tanti, che hanno utilizzato il formato mp3 senza riconoscere alcun diritto a Lucent. Tra queste aziende ci sono Apple, Intel e Texas Instruments.

Il fatto che Microsoft sia stata la prima accusata da Lucent-Alcatel è spiegabile con la mole del suo giro di affari. Se c'è un'infrazione in Windows, c'è un'infrazione nel 90 per cento dei pc del mondo. Colpire quindi il più grande creerebbe un precedente prezioso che lascerebbe ai prossimi perseguiti solo la strada del patteggiamento.

Microsoft ha annunciato di non volersi fermare al primo grado di giudizio e ha anche controaccusato Lucent-Alcatel sempre per questioni legate alla proprietà intellettuale. La battaglia legale potrebbe anche finire con un pareggio e quindi con un nulla di fatto, ma la sentenza verrebbe comunque a costituire un percedente giuridico molto pericoloso.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il