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Domenica 31 maggio si vota per eleggere i presidenti ed i consigli regionali di sette Regioni. Al voto anche per le comunali. Come si vota




Domenica 31 maggio si vota per eleggere i presidenti ed i consigli regionali di sette Regioni (Puglia, Campania, Marche, Umbria, Toscana, Liguria e Veneto) ma anche per le elezioni comunali in 512 Comuni, con 12 capoluoghi di provincia. A questi vanno aggiunti i centri delle Regioni a statuto speciale: 10 comuni del Friuli Venezia Giulia (di cui nessun capoluogo di provincia), 167 comuni della Sardegna (di cui 3 capoluoghi di provincia) e 53 comuni della Sicilia (di cui 2 capoluoghi di provincia).

I seggi saranno aperti solo domenica, dalle 7 alle 23 con lo spoglio per le Regionali che comincerà al termine delle operazioni di voto mentre quello per le Comunali avverrà lunedì a partire dalle 14; in Sicilia, invece, i seggi saranno aperti dalle 8 alle 22 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Nelle singole Regioni valgono specifiche leggi elettorali regionali: in Toscana è previsto un turno di ballottaggio nel caso in cui nessuno dei candidati ottenga il 40% al primo turno. Gli elettori dovranno presentarsi al seggio con un documento di riconoscimento valido e tessera elettorale

Ogni elettore per votare, può scegliere solo il candidato presidente, barrando un segno sul nome o sul contrassegno accanto al nome e il voto sarà considerato anche per le liste che appoggiano quel candidato presidente. Si può anche votare per un candidato presidente, tracciando un segno sul nome e sul contrassegno di tale candidato, e per una delle liste provinciali ad esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste; o solo a favore di una lista provinciale, tracciando un segno sul relativo contrassegno e il voto vale per il candidato presidente della Giunta regionale a essa collegato. Si può esprimere anche un voto disgiunto, cioè per un candidato presidente, tracciando un segno sul nome o sul contrassegno di tale candidato, e per una delle liste provinciali diversa da quella del candidato presidente, barrando il contrassegno di una di tali liste.

In Campania, esito incerto nella corsa alla presidenza della Regione tra il candidato del Pd Vincenzo De Luca del Pd, condannato in primo grado per abuso d’ufficio, e il presidente uscente, Stefano Caldoro, eletto nel 2010 dopo aver battuto proprio De Luca e che è sostenuto da Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Fratelli d’Italia. De Luca nel suo programma (http://www.cambiareora.it/programma/) prevede misure per incentivare il lavoro, per il rilancio della sanità, novità per quanto riguarda la burocrazia, e incentivi all’istruzione (con risorse da reperire tra fondi europei e bilancio regionale), ma anche problemi ambientali.

In Toscana, l’attuale presidente Enrico Rossi si avvia ad essere riconfermato alla presidenza della Regione, che nel suo programma (http://www.toscanacisiamo.it/tematiche/) sottolinea gli obiettivi raggiunti nei 5 anni di governo trascorsi e che ora punta su giovani, salute e mobilità sostenibile. Favorito il candidato del centrosinistra Luca Ceriscioli nelle Marche che tra le principali misure del suo programma, propone novità sostegno dell’occupazione, un intero capitolo dedicato alla casa, soprattutto in relazione al sostegno all'affitto e al rilancio dell'edilizia popolare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il