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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma della settimana con nuove e interessanti indicazioni

Si è appena conclusa una settimana decisamente piena di discussioni sulle pensioni, in attesa del mese di giugno ormai alle porte che prevede diversi appuntamenti: le novità




Si è appena conclusa una settimana decisamente piena di discussioni sulle pensioni, in attesa del mese di giugno ormai alle porte che prevede diversi appuntamenti già in programma, a partire da terzo e quarto decreto attuativo del lavoro, alla presentazione del tanto atteso piano di interventi sulle pensioni anticipato più volte nelle scorse settimane dal presidente dell’Inps Boeri. Potrebbero però arrivare sorprese, come diverse volte ipotizzato, dopo le elezioni regionali.

Gli esiti, infatti, potrebbero avere conseguenze anche sulle pensioni, considerando che per riacquistare consensi e fiducia lo stesso premier Renzi si è dichiarato disponibile e novità e nel caso in cui non dovessero essere effettivamente messe in atto, significherebbe perdere di credibilità e portare il governo a perdere nuovamente fiducia. Eppure in questa settimana ci sono state diverse ultime notizie e novità importanti. Dall’apertura di Renzi per modificare legge attuale, alle prime posizioni contro le modifiche proprio alla riforma pensioni e il primo ad esprimere questa posizione è stato il presidente della Bce Draghi, seguito da Ocse, Fmi e Ue divisi questi ultimi su interventi possibili.

Secondo Draghi, infatti, bisogna intervenire sul mercato del lavoro e con riforme strutturali perchè la rigidità del mercato del lavoro in Italia è dovuta al mancato turn over generazionale. Ma pur sostenendo la necessità di continuare sulla strada delle riforme strutturali avviata, si dice contrario a modifiche delle riforme già esistenti, quella delle pensioni comprese. Anche l’Ue si dice da sempre contraria ad ogni cambiamento sulla legge pensionistica attuale, anche se qualcosa potrebbe cambiare dopo gli esiti delle elezioni di Spagna e Polonia, che hanno chiaramente fatto capire come sia arrivata l’ora che l’Ue stessa cambia strada.

Ma anche Ocse ed Fmi non appoggiano modifiche all’attuale legge pensionistica. Dello stesso parere anche il Governatore della Banca di Italia Visco, secondo cui non si può intervenire modificando una legge, quale quella pensionistica in vigore, che è stata l’unica a garantire finora all’Italia sostenibilità economica in un periodo di particolare crisi. Di parere contrario anche il ministro dell’Economia che pur avendo ripreso a parlare di pensioni dopo tanto silenzio non ha fornito alcuna certezza, lasciando intendere solo che tutto è ancora da vedere, spiegando chiaramente di essere contrario al riconteggio dell’assegno anche se parziale, come anticipato dal premier Renzi. E questa non è certo la prima volta che premier e ministro dell’Economia si scontrano sulla previdenza.

Ci si chiede, dunque, quale sarà il futuro del piano di Renzi, del commissario Gutgeld e del presidente Boeri, anche se l’Inps, tra Boeri e altri dirigenti, è convinto di voler proseguire verso il cambiamento del sistema previdenziale anche se resta da superare l’ostacolo principale che è quello dell’Ue, così come è necessario trovare un compromesso tra le posizioni dei diversi partiti politici in modo da arrivare a mettere a punto piani di interventi nella prossima Manovra Finanziaria. Anche se alla luce delle ultime novità tutto potrebbe sembrare più difficile: il motivo sono soprattutto i conti che continuano a peggiorare, nonostante gli ultimi dati economici sull’Italia dimostrano, al contrario, quanto sia necessario intervenire, ed anche velocemente, con meccanismi che abbassino i requisiti pensionistici per tutti i lavoratori favorendo, allo stesso tempo, nuove possibilità di lavoro per i più giovani. Del resto, bisogna solo cercare di allargare quei singoli provvedimenti che stanno prendendo le regioni in piena autonomia (da quota 100 a mini pensione e assegno universale) per definire una soluzione universale per tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il