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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità dichiarazioni Taddei, Boeri, Poletti, Salvini, Damiano, Padoan

Le nuove dichiarazioni della settimana sulla riforma pensioni da Taddei, Draghi, Boeri, Padoan, Salvini, Damiano, Poletti. Posizioni e ultime notizie




E’ sempre più evidente la necessità e l’urgenza di cambiare la riforma pensionistica attuale sia per rendere più morbidi i requisiti di uscita dal lavoro richiesti e soprattutto per alcune categorie di lavoratori fortemente penalizzati dalle novità, sia per sostenere l’occupazione dei più giovani. Del resto, più tardi si è imposto di andare in pensione ai lavoratori già impiegati e più tardi avviene l’ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani, che sono coloro che oggi vanno ad accrescere le fila dei disoccupati. Proprio per risolvere questo problema ma rendere anche il sistema previdenziale attuale più equo e sostenibile, il responsabile economico del Pd Filippo Taddei auspica interventi per una spesa sostenibile che possa trasformarsi ina sorta di sicurezza per le generazioni future.

E’ necessario, secondo Taddei, permettere a chi vuole andate in pensione prima di lasciare il lavoro, magari anche a fronte di penalizzazioni, ma senza dir nulla di preciso in merito alle ipotesi oggi in discussione al governo volte ad abbassare i requisiti di accesso alla pensione. Del tutto contrario, invece, a modifiche della riforma pensionistica oggi in vigore in Italia il presidente della Bce Draghi che però ribadisce ai Paesi in crisi l’importanza di continuare a percorrere il cammino delle loro riforme strutturali. Si tratta di riforme che stanno lentamente portando i Paesi dell’euro ad una ripresa che però deve continuare a crescere i  maniera costante per riportare tutti agli ‘antichi fasti’ e la strada comunque è decisamente ancora lunga.

Durante la settimana appena trascorsa non ha parlato direttamente di pensioni il presidente dell’Inps Boeri che però, in riferimento alla riforma della P.A., ha spiegato che serve una maggiore flessibilità  spiegando sia per il lavoro che per le pensioni. E comunque è certo ormai che a giugno dovrebbe presentare al governo il suo piano di intervento sulle pensioni, dall’assegno universale per gli over 55, al meccanismo di riconteggio degli assegni pensionistici finali.

Da sempre contrario, invece, a interventi pensionistici il ministro dell'Economia che ha sempre ribadito la necessità, contrariamente alle tante richieste presentate, di lasciare l'attuale riforma pensioni così com'è. E in riferimento a possibili interventi pensionistici al vaglio del governo, ha spiegato che ci sono diversi ipotesi da considerare ma nulla ad ora è effettivamente allo studio.

Si prepara a modifiche della riforma pensioni il leader della Lega Salvini che non ha mai nascosto la sua disapprovazione nei confronti della nuova riforma, tanto da arrivare a promuovere nei mesi scorsi un referendum abrogativo dell’attuale legge, poi bocciato. Ora rilancia sulla necessità di piani di pensioni flessibili, tanto da appoggiare il sistema di uscita anticipata di Cesare Damiano di andare in pensione a partire dai 62 anni, con 35 di contributi e con l’8% massimo di penalizzazione, che è all’esame della Commissione Lavoro.

Più che per il riconteggio degli assegni finali come nei piani del presidente Boeri, Cesare Damiano preferirebbe soluzioni di pensione anticipata per coloro che superata una certa età rischiano di rimanere senza lavoro e senza poter andare in pensione. Conferma lavori su interventi pensionistici che possano garantire maggiore flessibilità il ministro del Lavoro che ritiene siano decisamente importanti anche per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, anche se, ha spesso ribadito, la riforma pensioni attuale si può modificare purchè marginalmente e lasciando cioè in piedi l’impianto di quella riforma che riesce a garantire sostenibilità finanziaria all’Italia in crisi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il