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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: la verità sullo scontro poveri contro ricchi o vecchi contro poveri

Giovani contro anziani e ricchi contro poveri tra le conseguenze dell’attuale riforma pensioni? Situazione di oggi e punti di vista




La riforma pensioni oggi in vigore in Italia, i suoi rigidi requisiti e le necessarie modifiche da applicarvi sono diventati temi-tormentoni di cui si parla da oltre un anno, su cui si ipotizzano interventi e su cui nascono sempre nuove tesi. Tante le novità e ultime notizie che confermano quanto effettivamente urgente sia diventato cambiare l’attuale legge pensionistica, per sostenere il pensionamento dei lavoratori più anziani che in alcuni casi difficilmente riescono a raggiungere l’attuale soglia pensionabile (oggi fissata a 66 anni e tre mesi), per dare ai giovani nuove possibilità di lavoro, e per rendere il sistema previdenziale italiano più equo per tutti e sostenibile.

E da qui parte quel gap che, a causa di squilibri pensionistici e del welfare, in tanti sostengono si sia creato tra giovani e anziani, o tra ricchi e poveri, se si considera l’estensione del sistema contributivo a tutti imposto dalla nuova legge contro il vecchio retributivo che garantisce pensioni decisamente più vantaggiose. Si tratta di differenza che alcuni studiosi spiegano si possono risolvere modificando le norme pensionistiche attuali, perché la rigidità del mondo del lavoro italiano sarebbe conseguenza anche delle novità pensioni e per invertire la tendenza basterebbe ripartire proprio dalle pensioni, nonostante i tanti ostacoli da superare.

Particolarmente significativo ed esplicativo in proposto l’articolo di Maria Luisa Pesante pubblicato su www.sbilanciamoci.info. L’autrice spiega che la questione pensioni vista come questione di rapporti tra vecchi e giovani è in primo luogo “una scelta ideologica degli economisti neo-liberali, per i quali, soprattutto nelle analisi del risparmio e dunque dei sistemi previdenziali, non esistono classi, ma solo generazioni. La più riuscita falsa notizia circa il sistema pensionistico italiano è probabilmente quella che esso avvantaggi i vecchi, ossia i pensionati, a grave danno dei giovani: questi ultimi, con i loro contributi, pagano ai primi pensioni che, per quanto basse nella maggioranza dei casi, non sono state meritate con una adeguata contribuzione durante la vita lavorativa, e però avranno a loro volta in futuro pensioni bassissime”.

Per cui il problema generazionale di cui si parla tanto ultimamente non dovrebbe essere poi così corretto anche se gli economisti ben ne spiegano i motivi. Stesso discorso, secondo l’autrice, varrebbe per quanto riguarda l’eventuale scontro ricchi-vero. Sostiene infatti che se pur vero che il sistema retributivo garantisce pensioni vantaggiose e più convenienti, non è altrettanto vero, come alcuni studi hanno però riportato, che i giovani di oggi riceveranno pensioni da fame, perché comunque oggi versano ‘importanti’ contributi che vanno a finire nei loro salvadanai finali. Il discorso sarebbe un altro: le pensioni bassissime che portano a parlare di oggi come futuri poveri di domani sarebbero quelle di chi oggi ha un lavoro precario, che si traduce nel versamento a singhiozzo dei contributi, e purtroppo è una realtà piuttosto generalizzata oggi.

Ma non dipende dall’estensione per tutti del calcolo della pensione esclusivamente con sistema contributivo, dipende dalla saltuarietà del lavoro che si svolge e che non permettere una contribuzione continua tale da assicurare una pensione futura cospicua.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il