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Pensioni anticipate ultime notizie di questa settimana con diverse indicazioni interessanti

Si apre un mese che potrebbe rivelarsi cruciale per quanto riguarda le novità alla riforma pensioni: novità e ultime notizie su possibili cambiamenti




Si apre un mese che potrebbe rivelarsi cruciale per quanto riguarda le novità alla riforma pensioni: pronti ad arrivare terzo e quarto decreto attuativo del lavoro, ma l’attenzione è particolarmente puntata sulla presentazione del piano di interventi sulle pensioni del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che certamente dovrebbe contenere l’assegno universale per gli over 55. Finora l’Inps è stato l’unico a mettere in atto cambiamenti concreti sulle pensioni e la speranza è che Boeri continui sulla strada di quanto fatto finora, considerando anche che è stato l’unico che dopo ben 10 anni di discussioni e parole è stato l’unico a trasformare in realtà ‘La mia pensione’, sistema di simulazione del proprio futuro pensionistico che permette al lavoratore di sapere quando andrà in pensione e quanto percepirà.

Nonostante le ultime notizie di apertura del premier Renzi a cambiamenti pensionistici, dichiarazioni arrivate alle soglie delle elezioni regionali e tutte da verificare nei prossimi mesi, per dare cambiare davvero l’attuale legge pensionistica è innanzitutto necessario superare diversi ostacolo che, come ben sappiamo ormai, permangono: dalla contrarietà Ue a quella del Mef alle posizioni ben chiare anche degli altri massimi organismi europei.

Nei giorni scorsi, infatti, il presidente della Bce Draghi, ha fatto chiaramente capire di essere contrario a modifiche sulle riforme esistenti, compresa quella sulle pensioni, ribadendo tuttavia la necessità di andare avanti sulla strada di quelle riforme strutturali avviate nei Paesi in crisi e che sono necessarie per uscire dalla crisi. Insieme a Dragi, anche Ocse ed Fmi sono contrari a modificare le pensioni. Di certo c’è che per favorire l’occupazione giovanile e risolvere il problema della piaga disoccupazionale è necessario agire sostenendo il ricambio generazionale che, come spiegato in questi ultimi giorni anche dal presidente dei giovani industriali Gay, è l’unico sistema che potrebbe rilanciare competitività e crescita delle imprese affidandosi al sapere tecnologico dei lavoratori più giovani.

Ma resta sempre il dubbio su come intervenire e quale sistema adottare, tra quota 100, mini pensione o prestito pensionistico,contributivo, pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni per sostenere l’uscita dei lavoratori più anziano e favorire l’ingresso dei nuovi giovani nel mondo del lavoro. Decisivi dunque i prossimi passo del governo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il