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Pensioni donne, anzianità, uomini Governo Renzi: riforma, novità indicazioni interessanti della settimana

Quella appena trascorsa è stata una settimana decisamente ricca per quanto riguarda le novità sulla discussione della riforma pensioni: le attese di giugno




Quella appena trascorsa è stata una settimana decisamente ricca per quanto riguarda le novità sulla discussione della riforma pensioni e le attese si concentrano tutte ora su questo mese di giugno al via che dovrebbe essere ricco di appuntamenti, dalla presentazione del terzo e quarto decreto attuativo del lavoro, a quella del piano di interventi sulle pensioni del presidente Inps Boeri, e qualche sorpresa potrebbe arrivare anche dalle ultime dichiarazioni del premier Renzi che nei giorni scorsi ha aperto a nuove possibilità di modifica sull’attuale legge pensionistica, ha anticipato che qualcosa potrebbe cambiare con la prossima Manovra Finanziaria  ma, considerando che si tratta di dichiarazioni arrivate in vista delle elezioni regionali che si sono tenute ieri, bisognerà verificare se quanto detto diventerà effettivamente realtà o resteranno solo parole esattamente come accaduto già l’anno scorso dopo aver dichiarato, sempre in periodo elettorale, di essere intenzionato ad estendere il bonus di 80 euro anche ai pensionati, senza mai averlo fatto.

Restano però le ‘barriere’ dell’Europa da superare e non solo l’Ue, da sempre contraria a interventi sulle pensioni, ma anche del presidente della Bce Draghi, dell’Ocse, dell’Fmi, nonché dello stesso governatore della Banca di Italia Visco che, ribadendo quanto sempre spiegato dal ministro dell’Economia Padoan, difende l’attuale legge pensionistica grazie alla sostenibilità economica che riesce a garantire all’Italia in questo momento di crisi, senza considerare poi che si tratta di una legge che promette risparmi per ben 80 miliardi di euro entro il 2021.

E’, dunque, necessario definire una strada per cambiare effettivamente le cose, viste le tante richieste arrivate e una situazione lavoro in Italia che certo non è rosea e che potrebbe essere cambiata solo attraverso le possibilità di prepensionamento per i lavoratori più anziani e il conseguente ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani che potrebbero rilanciare imprese e crescita sostenendo competitività e produttività.

Sulla scia di quanto già intrapreso da alcune singole regioni, come Piemonte, Lombardia, Sicilia, Calabria, si devono definire piani per intervenire pensando a quale tra quota 100, mini pensione, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, possa essere il più vantaggioso ma per tutti e non solo per singole categorie di lavoratori, in modo da delineare quella soluzione universale tanto attesa da tutti e ormai da troppo tempo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il