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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità quota 100, mini pensione, assegno universale di Giugno

Tante le possibili novità e ultime notizie che potrebbero arrivare in questo mese di giugno: cosa aspettarsi e cosa potrebbe cambiare davvero




Tante le possibili novità e ultime notizie che potrebbero arrivare in questo mese di giugno: mentre si definiscono terzo e quarto decreto attuativo sul lavoro, l’attesa è certamente per quel piano di modifiche all’attuale riforma pensioni su cui sta lavorando il presidente dell’Inps ormai da tempo. Dopo il via all’operazione trasparenza, Boeri dovrebbe continuare ora sulla strada delle novità dall’assegno universale, al ricalcolo degli assegni mensili, ai prepensionamenti. Ma proprio su quest’ultimo punto, non sembra ancora particolarmente chiara la posizione di Boeri, ancora indeciso tra quota 100 o mini pensione.

Durante la settimana appena trascorsa, Boeri non è intervenuto sulla questione pensioni  ma, parlando della riforma della P.A., ha spiegato che è necessaria una maggiore flessibilità sia per le pensioni che per il lavoro, il che significa favorire il ricambio generazionale attraverso il turn over. Nell’indecisione sul piano di prepensionamento da accogliere, tra le ipotesi sul tavolo, il contributivo donna da estendere a tutti, le pensioni anticipate con 41 anni di contributi a prescindere dall’età e senza penalizzazioni, la possibilità di pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti fino ad un massimo dell’8%.

Probabile, intanto, che si pensi prima a quegli interventi negativi, come tagli a baby pensioni, pensioni di reversibilità, invalidità, cumulo o ricalcolo contributivo, come anticipato dallo stesso premier Renzi ma appoggiati anche dal presidente Boeri e dal commissario per la spending review Gutgeld, da cui si potrebbero ricavare nuove risorse economiche che potrebbero essere poi impiegate per interventi positivi sulle pensioni, e probabilmente si inizierà a parlare concretamente di aumenti delle pensioni minime.

Aumentare, infatti, le pensioni più basse insieme al ricambio generazionale, rappresenterebbe una mossa vincente per rilanciare l’economia attraverso la ripresa dei consumi. Se infatti l’ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani rilancerebbe competitività e produttività, dare più soldi ai pensionati significherebbe dar loro la possibilità di spenderne di più in spesa, agendo così sui consumi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il