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Pensioni ultime notizie Governo Renzi riforma affrontata in Parlamento. Resoconto, cosa ha detto Poletti.Boeri non invitato ancora

Al via da ieri 3 giugno i primi incontri per valutare interventi sull’attuale riforma pensioni: resoconto, cosa è stato detto (AGGIORNATO)




AGGIORNAMENTO: Ultime notizie e novità riguardanti l'incontro di ieri, mercoledì 3 Giugno 2015, che si è tenuto in Parlamento per la riforma pensioni. All'inizio sembrava che dovesse partecipare anche Boeri e sarebbe stato la prima volta di un intervento ufficiale dove si sarebbeo trovati sia Poletti che Boeri. In realtà, alla fine, si è preferito ascoltare i due separatamente e l'incontro con Boeri sarà convocato in una data da stabilirsi. Che cosa ha detto Poletti? 
Il Ministro del Lavoro ha confermato che una riforma della legge attuale sulle pensioni è necessaria, ma che ci sono numerosi ostacoli. Ha detto che il Governo non ha ancora un suo piano e una sua proposta che è in via di defizione. Per quanto riguarda il contributivo donna, ha ribadito che non ci sono novità in quanto (paradossalmente, aggiungiamo noi!) non si trova l'accordo sull'interpretazione della legge tra INPS, Ministero del Lavoro ed Economia.
Il Ministro ha, poii, parlato, di altri problemi come le ricongiunzioni onerose, le pensioni sui lavori usuranti (come quelli edili), pensioni disabili ed invalidi e ha confermato che sono punti su cui lavorare.
Dunque, al momento, a parte la conferma che qualcosa si faà in Manovra Finanziaria, Poletti è rimasto ancora sul vago.

Assegno universale per gli over 55 e altre probabili novità nel piano di interventi sull’attuale legge pensionistica nei piani del presidente dell’Inps Boeri; terzo e quarto decreto attuativo del lavoro, con misure per la tutela della maternità e per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, per l’estensione dell'indennità di maternità a tutte le lavoratrici, ma anche possibili modifiche pensionistiche collegate al lavoro a sostegno del ricambio generazionale per favorire l’occupazione giovanile, eventuali novità sulle pensioni all’indomani degli esiti di quelle elezioni regionali prima delle quali lo stesso premier Renzi ha annunciato novità e aperture.

Questi sono solo alcuni degli appuntamenti in programma per questo mese di giugno che, dopo riforma elettorale, della Scuola, della Giustizia, potrebbe essere decisivo per capire come il governo ha intenzione di agire sulle pensioni. Probabilmente lo farà con la prossima Manovra Finanziaria, sperando di riuscire a superare tutte le contrarietà e le riserve da parte dei grandi dell’Europa, da Ue a Ocse, Fmi, al presidente della Bce, Mario Draghi, tutti contrari a modifiche dell’attuale legge pensionistica e concordi sul fatto che, in questo particolare momento di crisi, sia l’unica legge capace di garantire sostenibilità economica all’Italia.

Dello stesso parere anche il governatore della Banca di Italia, Ignazio Visco. Eppure la strada indicata dall’esecutivo per i prossimi mesi è proprio quella di modificare la riforma pensioni anche se dal Ministero dell’Economia spiegano che nonostante le tantissime ipotesi al vaglio e da considerare, concretamente al momento non si prevede nulla. Eppure le situazioni attuali e gli impegni prossimi sembrano dire altri: il governo si è infatti impegnato a risolvere la questione dei quota 96 della scuola subito dopo aver chiuso la questione risarcimenti decisi dall’Alta Corte, il che rappresenterebbe una prima reale correzione all’attuale riforma pensioni, giacchè modificherebbe un errore in essa contenuta e potrebbe aprire la strada anche ad altre modifiche, magari orientate a soddisfare le richieste di forze politiche e sociali presentate finora.

E domani, mercoledì 3 giugno, partono i nuovi incontri sulle pensioni con gli interventi del ministro del Lavoro Poletti, del presidente Boeri e dei sindacati. Al centro degli incontri i piani di modifica dei requisiti pensionistici, dal contributivo donna, al’uscita a quota 100, con mini pensione o prestito pensionistico, le pensioni anticipate con 41 anni di contributi a prescindere dall’età e senza penalizzazioni, e pensione 62 anni di età, 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti.

Domani stesso il ministro Poletti sarà in audizione alla Camera sul ddl 857 a prima firma Damiano insieme ad altre proposte di legge per l'accesso dei lavoratori e delle lavoratrici alla pensione anticipata e per il riconoscimento a fini pensionistici dei lavori di cura familiare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il