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Unico 2015: proroga novità ad oggi 4 Giugno e congruità studi settore, ulteriori indicazioni e soluzioni problemi ufficiali,

Si va verso una proroga del pagamento delle imposte Unico 2015. Ecco le statistiche del dipartimento delle Finanze sugli studi di settore.




Sembra ormai certa la proroga dei tempi di pagamento delle imposte Unico 2015 per i contribuenti soggetti agli studi di settore, quelli in regime dei minimi e quelli con il nuovo regime forfettario. La nuova data individuata da Agenzia delle Entrate e Ministero dell'Economia, per via del ritardo nel rilascio della versione finale del software Gerico 2015 per gli studi di settore, è il 6 luglio anziché l'iniziale 16 giugno. Fanno poi riflettere i dati diffusi dal dipartimento delle Finanze sugli studi di settore, le dichiarazioni delle persone fisiche in base al reddito prevalente, le dichiarazioni IVA relativi al periodo d'imposta 2013.

Gli studi di settore sono stati applicati a circa 3,6 milioni di contribuzione con una lieve diminuzione rispetto all'anno precedente. Il reddito totale dichiarato, pari a 98 miliardi di euro, mostra una variazione negativa rispetto all'anno precedente che testimonia il periodo di crisi attraversato dal Paese. Il reddito medio dichiarato è stato pari a 25.400 euro per le persone fisiche (in calo rispetto all'anno precedente), a 35.500 euro per le società di persone (in calo) e a 23.800 euro per le società di capitali ed enti (+0,8%).

E ancora, rispetto all'attività esercitata, il reddito medio più elevato è stato registrato nel settore delle attività professionali, seguito da quello delle attività manifatturiere e dal settore dei servizi. Il reddito medio dichiarato più basso è stato quello del commercio. Appare interessante la differenza tra il reddito medio dei soggetti congrui (quelli per cui i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dagli studi di settore) rispetto a quello dei non congrui: escludendo quelli di minori dimensioni, si passa complessivamente da un reddito medio di 41.300 euro per i soggetti congrui a una perdita media di 8.600 euro per quelli non congrui.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il