Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie in Parlamento discusse quota 100, assegno universale, mini pensione. Resoconto

Si torna a parlare di riforma pensioni Renzi in commissione Lavoro della Camera dei deputati con l'audizione del ministro Poletti.

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AGGIORNAMENTO: Cosa ha detto Poletti in Parlamento ieri mercoledì 3 Giugno 2015 su quota 100, mini pensione,a ssegno universale e altre forme di riforma pensioni della legge attuale? Lo abbiamo visto in questo articolo

 

Alla ricerca di soluzioni condivise sulla riforma pensioni. Come raccontano novità e ultime notizie, il 3 giugno è un giorno chiave poi in commissione Lavoro della Camera dei deputati sarà audito Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nei giorni successivi sarà il turno di Tito Boeri, presidente dell'Inps. Come spiegato da Cesare Damiano, presidente dell'organismo parlamentare, le premesse per individuare la strada da percorrere per migliorare le regole sulla previdenza ovvero renderle meno rigide, sono positive. In ogni caso, l'appuntamento con il cambiamento è solo con la prossima manovra finanziaria ovvero nella seconda parte dell'anno.

Il ministro Poletti è favorevole all'introduzione del prestito previdenziale per consentire agli over 55 senza lavoro di andare in pensione con un aiuto economico da restituire integralmente in piccole rate. Boeri sembra favorevole all'assegno universale che potrebbe finire nel pacchetto di proposte di riforma che presenterà al governo entro la fine di questo mese. In ballo ci sono anche l'apertura delle porte del congedo a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati, sulla base di una tabella di incentivi e penalizzazioni, l'introduzione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione e il calcolo dell'assegno per tutti con il metodo contributivo.

Il dossier delle pensioni ha subito un'accelerazione nella discussione dopo la recente decisione dell'Alta Corte che ha bocciato la legge del governo Monti sul blocco del recupero dell'inflazione per gli assegni superiori a 1.500 euro. Nei conti pubblici la sentenza ha aperto una voragine, rispetto a cui il governo ha optato per un rimborso parziale una tantum con l'occhio vigile sui bilanci da parte dell'Unione Europea. In passato i giudici avevano lasciato passare un taglio del recupero dell'inflazione con un tetto più alto.

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di Marianna Quatraro pubblicato il