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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità poter forti divisi su quota 100, contributivo, mini pensione

Se i conti hanno retto è anche grazie alla riforma delle pensioni. Parola di Ignazio Visco, attuale governatore della Banca d'Italia.




Come al solito, quando si parla di riforma pensioni occorre fare riferimento alla situazione economica. Lo riferiscono novità e ultime notizie: proprio a causa della difficoltà a trovare ampi margini entro cui muoversi, le soluzioni più interessanti ovvero quelle più incidenti sono state bloccate. Nonostante la lieve ripresa economica registrata nei primi mesi dell'anno, la crisi economica non è ancora alle spalle. Lo sa bene Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia, che ha spiegato come se i conti hanno finora retto è "anche grazie alla riforma delle pensioni". Insomma, si tratta di un chiaro invito ad agire con cautela nel percorso del cambiamento che è stato avviato.

A suo dire, in Italia "è stata avviata un'azione di riforma, riconosciuta a livello internazionale. Per non deludere le aspettative di cambiamento occorre allargarne lo spettro e accelerarne l'attuazione. In alcuni casi i benefici non sono immediati ma questo è un motivo in più per agire, con un disegno organico e coerente". Parole con cui devono fare i conti i tanti sostenitori del cambiamento a colpi di assegno universale, quota 100, prestito previdenziale, sistema contributivo, mini pensione.

In ogni caso il governo deve valutare con attenzione le proprie decisioni anche alla luce del fallimento dell'operazione Tfr in busta paga voluta da Renzi e considerata un'ottima soluzione per lavoratori e consumi. Almeno fino a questo momento, meno dello 0,1% dei coinvolti ha fatto richiesta per avere l'anticipo del trattamento di fine rapporto. Questo secondo i calcoli fatti dalla Fondazione consulenti del lavoro. Su un milione di retribuzioni esaminate, infatti, solo 567 dipendenti hanno chiesto alla propria azienda l'anticipo. La norma è entrata in vigore ad aprile.

Il prelievo fiscale sull'anticipo è a tassazione ordinaria, questo potrebbe aver scoraggiato dal farne richiesta: la misura è conveniente solo per le fasce più basse di reddito. Nel complesso il Tfr dei dipendenti vale circa 20 miliardi di euro all'anno, il governo aveva ipotizzato che a regime sarebbero stati il 40, 50% dei lavoratori a farvi ricorso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il