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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi nel segno della divisione quota 100, contributivo, mini pensione, assegno universale

Posizioni e pareri diversi su interventi sulla riforma pensioni attuale tra favorevoli e contrari a modifiche: la situazione attuale e possibili novità




Il premier Renzi ha aperto nei giorni scorsi a modifiche e probabili interventi possibili sulla legge pensionistica attuale ma le sue dichiarazioni hanno suscitato reazioni diverse. Tra le novità e ultime notizie le posizioni decisamente diverse non solo di autorevoli esponenti politici italiani ma anche dei grandi organismi europei. Mentre infatti in Italia il Mef continua a ribadire di non essere favorevole a interventi pensionistici, soprattutto quelli che puntano ad abbassare l’età pensionabile per tutti, sostenuto dalle ultime dichiarazioni del governatore della Banca di Italia, Ignazio Visco, che appoggia la posizione del ministro dell’Economia quando spiega che la legge pensionistica attuale deve essere lasciata così com’è perché l’unica capace ancora di garantire sostenibilità finanziaria al nostro Paese.

Dello stesso parere anche il presidente della Bce Draghi che ha spinto nei giorni scorsi i diversi governi a portare avanti le riforme strutturali per la crescita ma che ha lasciato chiaramente intendere che non è favorevole a eventuali modifiche sulle pensioni. Ma del resto, il viceministro dell’Economia Morando ha detto che al vaglio del governo non vi sono interventi sulle pensioni, smentendo di fatto quanto nelle ultime settimane anticipato da ministro del Lavoro Poletti, presidente Inps Boeri, commissario della spending review Gutgeld, che hanno invece più volte parlato di prossimi interventi, dall’assegno universale proprio per questo mese di giugno a ulteriori interventi nella prossima Manovra Finanziaria.

Sarà forse allora che potremmo vedere modifiche per i requisiti richiesti per l’accesso alla pensione con piani di uscita a quota 100 o mini pensioni o prestito pensionistico, o di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti. Sarà innanzitutto necessario capire nel corso dei prossimi mesi quale possa essere il sistema più vantaggioso, considerando che i partiti politici sono divisi in merito, anche se tutti, come sostenuto da diversi studi, sembrano comunque vantaggiosi sia in termini di risparmi sul lungo periodo sia per un rilancio dell’occupazione giovanile.

Prima, però, di una loro eventuale approvazione, necessaria secondo il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Gay per rilanciare produttività e competitività e ‘rinfrescare’ le imprese, bisognerà affrontare i grandi ostacoli di Ue, Ocse ed Fmi che continuano a dire no a modifiche della riforma pensioni in vigore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il