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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi ostacoli e problemi interni ed esterni quota 100, assegno universale, mini pensioni

Non si placano le polemiche e gli scontri sulla riforma pensioni in Italia: posizioni interne e all’estero su modifiche per andare in pensione prima




Non si placano le polemiche e gli scontri sulla riforma pensioni in Italia e, soprattutto, sulle modifiche che si vorrebbero applicare. Due i fronti opposti, tra Italia e Europa. Tra le novità e ultime notizie, le aperture, a sorpresa, del ministro dell’Economia Padoan, che pur ammettendo vi siano diverse ipotesi da valutare, sostenendo che il calcolo della pensione finale sia un diritto se modulato sulla base dei contributi versati, non si allontana poi tanto da quella sua contrarietà a interventi sulle pensioni come annunciati finora.

E lo scontro si gioca con il presidente dell’Inps Boeri, pronto invece a presentare un piani ricco di interventi pensionistici, dall’assegno universale, al ricalcolo contributivo, sostenuto anche dal premier Renzi, dal commissario per la spending review Gutgeld e suggerito anche dall’ex Cottarelli.

Mentre Matteo Renzi e la sua squadra si preparano a mantenere le promesse fatte in questi ultimi mesi, il viceministro all’Economia Morando smentisce novità sulle pensioni allo studio dell’esecutivo e il presidente della Banca di Italia Visco ha chiuso ad ogni possibile intervento, spiegando che la riforma pensioni attuale ha garantito finora, in un periodo di forte crisi, quella sostenibilità finanziaria che nessun’altra legge ha assicurato e sarebbe un errore stravolgerne l’impianto.

Anche se, come ben noto, nei piani di Renzi non vi è lo stravolgimento della struttura dell’attuale legge ma solo modiche. Permettere cioè, a chi lo volesse, di andare in pensione prima rispetto agli attuali requisiti richiesti, con meccanismi come quota 100, o mini pensione, o uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni.

Contrario, però, a queste modifiche il presidente della Bce Draghi,che ha spinto i governi a continuare sulla strada delle riforme strutturali ma non intervenire con modifiche, comprese quelle sulle pensioni. Contrari a interventi pensionistici anche Ocse ed Fmi. Eppure numerosi studi dimostrano come sia urgente intervenire sulla legge pensionistica attuale, interventi che oltre a permettere prepensionamenti ai lavoratori più anziani, permetterebbero allo stesso tempo di rilanciare l’occupazione soprattutto giovanile, il che gioverebbe decisamente all’economia in generale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il