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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità scontro interventi tra Boeri, Gutgled e Visco, Padoan, Draghi

La partita della riforma pensioni è un vero e proprio rebus anche a livello politico. Non tutti procedono alla stessa velocità di intenti.




La riforma pensioni Renzi non è affatto un obiettivo scontato. Tutti i giorni novità e ultime notizie riferiscono della presenza di una divergenza di posizioni strutturali. Solo nella giornata di ieri, in occasione del Festival dell'Economia di Trento, il ministro dell'Economia ha aperto a possibili lievi ritocchi della legge previdenziale. La sua è una posizione che continua a essere moderata. Curioso notare come esattamente un anno fa, il responsabile dei conti pubblici italiani abbia approfittato dello stesso palco per dichiarare la sua contrarietà alla revisione dei requisiti anagrafici per andare in pensione.

E se Mario Draghi, governatore della Banca Centrale Europea, invita l'Italia a fare le riforme, Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia, suggerisce cautela nel cambiare le attuali norme sulle pensioni. Più in generale subordina eventuali modifiche alla ripresa economica. Per Visco il debito pubblico è al 132% sul Pil perché la crescita è anemica da 20 anni. Punto debole del sistema sono le microimprese: l'80% a conduzione familiare. Visco cita l'Ocse: il 70% fatica su un testo scritto ed è il vero ritardo italiano nell'istruzione. A essere maggiormente in prima linea nel cammino della riforma pensioni sono Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, e Tito Boeri, presidente dell'Inps.

Per il primo occorrono misure strutturali, possibili sono con la prossima manovra finanziaria. A suo dire, in cima all'elenco delle emergenze sociali vanno collocati gli over 55 senza lavoro né pensione, per cui immagina la concessione di un prestito previdenziale da restituire integralmente e senza interessi, a partire dalla maturazione dei requisiti per il congedo effettivo. Da Boeri è atteso un piano di riforma entro la fine di questo mese di giugno. Poi spetterà al premier Renzi valutarlo e decidere se dare seguito o meno. In questo contesto è decisivo il taglio alla spesa pubblica, compreso quello della spesa pensionistica, ora nelle mani di Yoram Gutgled, consigliere economico dello stesso Renzi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il