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Pensioni anticipate ultime notizie: cosa può succedere e prospettive questo mese Giugno e appuntamenti probabili e programmati

Il governo Renzi continua a lavorare per cambiare l’attuale riforma pensioni: proposte a confronto e novità probabili per giugno. Le ultime notizie




Il governo Renzi continua a lavorare per cambiare l’attuale riforma pensioni, soprattutto per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima dei 66 anni oggi richiesti. Diverse sono le proposte a confronto, dai ben noti piani di uscita con quota 100, mini pensione o prestito pensionistico, e contributivo, all’assegno universale. Protagonisti del dibattito i diversi partiti politici che continuano ad avanzare ipotesi.

E mentre la minoranza Pd, finora protagonista del dibattito pensionistico con Cesare Damiano tra meccanismo di quota 100 e pensione a 62 anni di età, potrebbe iniziare a giocare un ruolo decisamente più importante sulla questione, Lega e Forza Italia continuano sulla strada della necessità di cambiamenti.

E il mese di giugno potrebbe rivelarsi cruciale per la definizione delle prime novità: sono iniziati gli incontri per la valutazione delle proposte e dei piani sulle pensioni, si attende a breve la presentazione del piano di interventi del presidente dell’Inps Boeri, dall’assegno universale per gli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione, al ricalcolo contributivo, a novità per le ricongiunzioni onerose, fino ad arrivare a quegli auspicati piani di pensione anticipata.

Alcune indicazioni su novità pensionistiche potrebbero derivare anche dalle discussioni riforma della P.A. e da terzo e quarto decreto attuativo sul lavoro, che oltre alle norme contemplate per novità e misure di conciliazione di vita e lavoro, potrebbe prevedere anche novità pensioni collegate al lavoro, presumibilmente orientate a sostenere un ricambio generazionale a lavoro.

Novità si attendono anche dalla discussione sulla riforma della Scuola di Renzi dove è tornata in ballo la questione dei quota 96 della scuola. E se effettivamente l’esecutivo chiudesse una volta per tutte questo caso, metterebbe in atto la prima vera correzione dell’attuale riforma pensioni che aprirebbe ulteriori spiragli di interventi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il