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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: piano Boeri cosa prevede e per chi tra quota 100, contributivo, assegno universale

Nelle prossime settimane sono attese importanti novità sotto il profilo della riforma pensioni Renzi. Quali proposte dal presidente dell'Inps?




Giugno è il mese della riforma pensioni. O meglio, come rivelano novità e ultime notizie, della presentazione di quel pacchetto di cambiamenti proposto dal presidente dell'Inps Tito Boeri. Come annunciato a pochi giorni dalla sua nomina, il numero uno del principale ente di previdenza italiano, metterà sul tavolo del premier Renzi una serie di soluzioni per rendere il sistema meno rigido ovvero attenuare gli squilibri sociali più evidenti, rendere meno rigidi i requisiti per chi vuole andare in pensione prima, favorire il ricambio generazionale nei posti di lavoro tra giovani e anziani. Ma quali sono in concreto le misure ipotizzate? Cosa prevede il piano Boeri.

In prima battuta sembra che possa essere perfezionata l'idea del prestito previdenziale, che vede tra i suoi sostenitori anche Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Si tratta di concedere ai lavoratori over 55 rimasti senza occupazione e a pochi anni dalla maturazione dei requisiti per il congedo, la somma necessaria per accedere al regime previdenziale. L'importo verrebbe poi restituito integralmente, senza interessi e in piccole rate. Resta da capire se a contribuire al prestito saranno anche le aziende o solamente lo Stato.

Anche la misura dell'assegno universale potrebbe trovare spazio sia perché trova largo riscontro politico e sia alla luce delle esperienze positive in altri paesi europei. Il punto interrogativo è legato all'importo ovvero alle modalità di erogazione. Un'altra ipotesi su cui Boeri sta lavorando è il ricalcolo di tutti gli assegni con il metodo contributivo, meno vantaggioso dal punto di vista economico rispetto a quello retributivo. Qualcosa si concreto c'è già ed è il cosiddetto pensionometro che compare sul sito dell'Inps. Lo strumento ha reso evidente che il passaggio dal vecchio sistema retributivo al nuovo contributivo integrale riduce la rendita fino al 50% rispetto all'ultimo stipendio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il