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Pensioni donne, vecchiaia, anzianità Governo Renzi: riforma, novità della settimana con indicazioni importanti

Necessità di cambiare la riforma pensioni, situazione attuale e prospettive: cosa potrebbe accadere e cosa aspettarsi con prossima Manovra Finanziaria?




Al termine di una settimana decisamente intesa per quanto riguarda la discussione sulla questione previdenziale, sembra che il governo sia sempre più intenzionato ad intervenire sulla riforma pensioni attuale, nonostante problemi, ostacoli e contrarietà. Ma l’urgenza di interventi è attestata da diversi studi e indagini che ritengono che gli interventi sulle pensioni siano necessari soprattutto per rilanciare l’occupazione giovanile. Il principio è semplice: l’attuale legge pensionistica ha alzato l’età pensionabile per tutti, ciò significa che i lavoratori già impiegato devono rimanere a lavoro più a lungo il che impedisce che si liberino nuovi posti di lavoro per l’assunzione di nuovi giovani. Senza considerare i danni sociali creati dalle nuove norme pensionistiche.

Abbassare i requisiti di accesso alla pensione servirebbe, dunque, non solo per permettere prepensionamenti ma anche per dare nuovo slancio all’occupazione giovanile, arginando, dunque, quel sempre allarmante fenomeno della disoccupazione nel nostro Paese, e quindi alla competitività. Le novità e ultime notizie per interventi pensionistici sembrano puntare sul piano Damiano-Baretta che prevede l’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell’8% o incentivi se si decide di rimanere a lavoro oltre i 66 anni oggi richiesti e fino ad un massimo di 70 anni.

Per modificare le pensioni è necessario però che quadrino i conti pubblici, in Italia sempre peggiori, come attestano anche recenti indagini. Possibili novità potrebbero derivare da nuove aperture dell’Ue a modifiche pensionistiche, risultato soprattutto degli esiti delle elezioni di Spagna e Polonia, dove hanno vinto gli euroscettici dimostrando quanto sia necessario cambiare strada e quanto sempre di più ne siamo ormai d’accordo. L’esigenze è talmente forte che i responsabili dei Ministeri degli Affari Europei di cinque governi socialisti e democratici hanno presentato un documento con possibili soluzioni welfare sociale e previdenza, che suggeriscono anche all’Italia di procedere sulla strada dell’assegno universale, già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi Ue.

Ma considerando i conti pubblici che continuano a peggiorare, si potrebbe agire sulle pensioni partendo da interventi negativi e drastici con tagli su baby pensioni, pensioni di reversibilità, cumulo, invalidità, o con ricalcolo contributivo, suggerito anche dall’ex commissario Cottarelli e sostenuto dal ministro dell’Economia Padoan. Intanto, si attende il nuovo piano di interventi pensionistici che il presidente Boeri si prepara a presentare e che dovesse andare bene potrebbe aprire la strada a interventi sulle pensioni da inserire nella prossima Manovra Finanziaria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il