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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità quota 100, assegno universale,contributivo in nuove indicazioni Ue

Il nuovo documento congiunto presentato dai ministri europei rilancia necessità di interventi sulle pensioni in Italia: cosa fare e ultime notizie




Il nuovo documento congiunto presentato dai ministri per gli affari europei di Italia, Germania, Francia,  Repubblica Ceca e Slovacchia rilancia la necessità di nuovi cambiamenti per welfare e pensioni per raggiungere nuova crescita economica, ripresa dell’occupazione e aprire nuove prospettive per l’Ue stessa. E in riferimento particolare alla nostra Italia, la richiesta di interventi su welfare e pensioni dimostrano ancora una volta l’urgenza di partire dalle pensioni per arrivare a rilancio di occupazione e, quindi, dell’economia in generale.

E come si potrebbe procedere su questa strada? Le indicazioni sono le stesse fornite nel corso di questi mesi, vale a dire pensare ad approvare uno di quei piani che permettono ai lavoratori, su base volontaria, di andare in pensione prima rispetto ai 66 ani e tre mesi di età richiesti e ai 42 anni e sei mesi di contributi agli uomini e 41 anni e sei mesi di contributi alle donne.

Stiamo parlando dei meccanismi di uscita con quota 100, con mini pensione o prestito pensionistico, o a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni. Il piano di uscita anticipata con mini pensione o prestito pensionistico permetterebbe al lavoratore di andare in pensione due o tre anni prima percependo, mensilmente, un anticipo di circa 700 euro sulla pensione finale. Una volta maturati i normali requisiti pensionistici, però, l’anticipo dovrà essere restituito attraverso piccole decurtazioni sull’assegno mensile.

Il meccanismo di quota 100 permette, invece, di andare in pensione prima, a 60 anni di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, a patto che la somma di età anagrafica ed età contributiva sia 100. Sono modifiche di requisiti che si affiancano  all’assegno universale ormai certo e che il presidente dell’Inps di appresta a presentare. Del resto, è una misura  in vigore già nella maggior parte dei Paesi europei ed è giusto che l’Italia si adegui.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il