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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, assegno universale, contributivo sostenuti da memorandum europeo nuovo

Nuovo documento congiunto ministri europei e sistemi di intervento sulle pensioni al vaglio in Italia: quali le novità e le possibilità di modifica




Nuovi interventi per welfare e previdenza, misure che riducano drasticamente l’allarmante disoccupazione di oggi, rilancio della necessità di approvare anche in Italia l’assegno universale, insieme a nuove misure che possano favorire controlli fiscali e rilancio economico: questi i punti principali che emergono dal nuovo documento congiunto presentato, in vista del Consiglio europeo di fine giugno, dai ministri per gli affari europei di Italia, Germania, Francia,  Repubblica Ceca e Slovacchia. E che in Italia significa nuovo monito a intervenire sulle pensioni. O meglio, ribadita necessità.

Come fare, dunque, a sostenere la ripresa dell’economia nel nostro Paese, tanto necessaria come attestato dal documento? La risposta sembra essere la stessa ormai da mese: serve riuscire a modificare i requisiti di accesso alla pensione, abbassando quelli oggi in vigore per permettere prepensionamenti e, di conseguenza, dare il via a nuove assunzioni dei più giovani. Nessuna particolare novità sugli eventuali meccanismi da adottare, tutti capaci di garantire anche risparmi nel lungo periodo, seppur richiedono un iniziale impiego di soldi.

L’uscita con mini pensione o prestito pensionistico, permette al lavoratore di andare in pensione due o tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, ricevendo un anticipo sulla pensione finale, da restituire con decurtazioni minime però sulla pensione mensile, quando maturerà i requisiti richiesti. Con l’uscita a quota 100, invece, si potrebbe andare in pensione prima dei 66 anni e cioè a 60 anni di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, purchè  età anagrafica ed età contributiva diano come risultato 100.

A questi sistemi si affianca quello oggi tornato più in auge di pensione anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell'8%, o incentivi se si decide di andare in pensione dopo i 66 anni e fino ad un massimo di 70 anni.  L’ex ministro Sacconi proprio in questi giorni ha rilanciato su quest’ultimo piano, prevedendo alla sua applicazione un’ulteriore riduzione di due anni per le lavoratrici madri, possibilità di part-time per i chi è quasi vicino all'età pensionabile e per chi assiste familiari con disabilità.

Secondo quanto emerso dal documento dei ministri europei, l’Italia sarebbe anche invitata all’approvazione di quell’assegno universale, come forma di sostegno a chi si ritrova a vivere in grave difficoltà economia, per gli over 55 come definito dal presidente dell’Inps Boeri, già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il