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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità quota 100, mini pensione, contributivo leggi Pd, Lega, M5S, FI

Ue e ministro dell’Economia Padoan aprono a timide modifiche dell’attuale legge pensionistiche tra continue proposte e nuove leggi depositate: le ultime notizie




Mentre Ue e ministro dell’Economia Padoan aprono a timide modifiche dell’attuale legge pensionistiche, pur ribadendo la loro contrarietà ad ogni intervento, continuano ad arrivare proposte e nuove leggi che puntano innanzitutto a modificare i requisiti pensionistici oggi richiesti per andare in pensione, pensando ad abbassarli in modo da permettere ai lavoratori che lo desiderassero di lasciare il lavoro prima. Ma non solo: Forza Italia, come spesso ribadito nelle ultime settimane da Silvio Berlusconi, punta anche ad un aumento delle pensioni minime a mille euro.

Diverse però le novità e ultime, dalla proposta del senatore del PATT (Partito Autonomista Trentino Tirolese), Franco Panizza, che prevede il turn over a lavoro con staffetta generazionale, permettendo ai lavoratori prossimi alla pensione di passare all’impiego part time con conseguente riduzione di orario di lavoro ma anche di stipendio, continuando però a ricevere il regolare pagamento dei contributi da parte della propria azienda ma lasciando nuove possibilità di lavoro ai più giovani. D’accordo su questo sistema anche il professore di Economia politica all’Università di Milano-Bicocca Bruni, secondo cui il part-time dopo i 55 anni sosterebbe la creazione di nuovi posti di lavoro.

Il deputato Bobba chiede invece una revisione delle pensioni di reversibilità, per garantire ‘la cumulabilità del reddito del coniuge superstite con quello del defunto e l’introduzione dell’imposta sostitutiva, pari al 20 %, per i redditi che derivano dalle pensioni di reversibilità’. Sacconi di Ncd negli ultimi giorni ha presentato una proposta di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni ma chiedendo un anticipo ulteriore di due anni per le lavoratrici madri e possibilità di part-time per i lavoratori che hanno raggiunto l'età pensionabile e per chi assiste familiari con disabilità.

Una nuova proposta del Pd chiede, invece, la reintroduzione del divieto di cumulo dei redditi da pensione con i redditi da lavoro e piani di pensioni anticipate per favorire il ricambio generazionale; la Lega ha presentato due nuove proposte, dalla proroga al 31 dicembre 2018 del contributivo donna, alla possibilità di pensionamento a 64 anni di età per i dipendenti pubblici che hanno maturato la quota 96 entro il 31 dicembre 2012; mentre il M5S, insieme alla proroga al 2018 del contributivo donna, punta essenzialmente sull’assegno universale misura peraltro già esistente in quasi tutti gli altri Paesi Ue.

Novità anche per quanto riguarda la proposta di quota 100 di Cesare Damiano: nel suo originale impianto prevede la possibilità di uscita a 60 anni di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, purchè la somma tra età anagrafica e contributiva sia 100, ma l’onorevole Prataviera ne ha presentato un nuovo schema del raggiungimento di 35 anni di contributi o di 58 anni, che permetterebbe di scegliere di andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via.

Per il sottosegretario all’Economia Baretta, bisogna agire con modifiche sui requisiti pensionistici, dando la possibilità al lavoratore di andare in pensione anche prima dei 66 anni oggi richiesti e non solo per sostenere la pensione prima ma anche per rilanciare l’occupazione, aprendo le porte al mondo del lavoro a quei giovani oggi disoccupati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il