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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: riforma, novità questa settimana importanti e interessanti

Le novità e ultime notizie in tema di pensioni parlano di possibilità di modifica della riforma del sistema previdenziale italiano forse nella prossima Manovra Finanziaria: sarà davvero così? Le novità




Le novità e ultime notizie in tema di pensioni parlano di possibilità di modifica della riforma del sistema previdenziale italiano forse nella prossima Manovra Finanziaria. Il piano al momento più appoggiato per cambiare l’attuale legge pensionistica è quello di Damiano-Baretta che prevede la possibilità di andare in pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell’8% o incentivi se si decide di rimanere a lavoro oltre i 66 anni oggi richiesti e fino ad un massimo di 70 anni. Per arrivare alla realizzazione di questo piano è necessario fare i conti con la spesa pubblica e in conti italiani che continuano a peggiorare. La situazione continua a non essere poi così facile ma, sulla scia del trionfo degli schieramenti euroscettici alle elezioni di Spagna e Polonia, l’Ue sembra aprire a nuovi spiragli di modifica.

O quanto meno sembra disposta a prevedere concessioni, che per l’Italia si tradurrebbero in possibilità di cambiamenti pensionistici, per non sgretolarsi. E proprio in vista del prossimo Consiglio europeo di fine mese, i responsabili dei Ministeri degli Affari Europei di cinque governi socialisti e democratici hanno presentato un documento in cui definiscono eventuali soluzioni a livello di welfare sociale e previdenza, suggerendo all’Italia non solo di abbassare l’età pensionabile ma anche di approvare con urgenza l’assegno universale già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi Ue.

E’ chiaro come sia necessario che l’Europa cambi e concedere aperture all’Italia è un passo importante anche se, come recenti indagini hanno dimostrato, le reali possibilità di interventi in Italia sono relativamente minimi considerando la situazione dei conti pubblici che continuano a peggiorare. A causa, dunque, dell’alto debito pubblico risulta complesso poter agire con modifiche se non attraverso interventi negativi e drastici che contemplerebbero tagli su baby pensioni, pensioni di reversibilità, invalidità, cumulo o con ricalcolo contributivo, che grazie a nuovi risparmi permetterebbero poi interventi positivi.

A sostenere il ricalcolo contributivo anche l’ex commissario Cottarelli e il ministro dell’Economia Padoan. Considerando la difficile situazione economia, è particolarmente atteso il nuovo piano di interventi pensionistici che il presidente Boeri si prepara a presentare al governo. E’ ben conscio degli eventuali rischi che comporterebbe, considerando che per qualsiasi intervento pensionistico, a prescindere da penalizzazioni, tagli e ricalcolo contributivo, sono necessari soldi, per cui se il piano di Boeri andasse male, sarà stata solo un’ipotesi, in  caso contrario potrebbe aprire la strada a modifiche pensionistiche concrete che potrebbero essere inserite nella prossima Manovra Finanziaria e se così fosse Boeri continuerebbe ad essere ancora l’unico cui potersi realmente affidare per la realizzazione di interventi sulla previdenza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il