BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Imu terreni agricoli, montani e non agricoli: novità settimana. Calcolo, pagamento, regole, casi particolari, esenzioni

Anche i terreni agricoli sono soggetti al pagamento dell'Imu. La scadenza da segnare sul calendario per la prima rata è il 16 giugno.




Tempo di pagamento dell'Imu sui terreni agricoli. Entro il 16 giugno occorre passare alla cassa per il versamento della prima rata (la seconda rata è in calendario entro il 16 dicembre) e non incorrere in sanzioni desiderate. L'imposta deve essere corrisposta da chi vanta un diritto reale su un terreno agricolo, ma l'importo è differente se il terreno è coltivato, coltivato direttamente o non coltivato. L'aliquota base è del 7,6 per mille, ma le amministrazioni comunali hanno la possibilità di aumentarla o diminuirla fino a un massimo del 3 per mille supplementare. Sono da mettere in conto alcune esenzioni, come le riduzioni di imposta che valgono per i coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali che possiedono e conducono direttamente i terreni stessi.

I passaggi per conoscere la somma da pagare sono i seguenti. In prima battuta occorre rivalutare del 25% il reddito dominicale risultante in catasto al primo gennaio dell'anno di imposizione. Il risultato va moltiplicato per 135 nel caso di terreni non coltivati direttamente, per 75 nel caso di terreni posseduti e condotti (coltivati e non coltivati) da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionisti iscritti alla previdenza agricola. Infine si applica l'aliquota stabilita dal comune e si divide prima per quota di possesso e mesi di possesso e poi per due. Per il pagamento dell'imposta è possibile utilizzare il modello F24 o il bollettino postale compilato dal contribuente.

Tuttavia a causa di una normativa che è stata oggetto di continue variazioni, il Ministero dell'Economia ha fatto chiarezza su alcuni dei punti più controversi. Il limite di altitudine entro il quale far pagare l'imposta sui terreni agricoli rimane dunque di 600 metri. Nulla è però richiesto ai comuni della provincia autonoma di Bolzano, ai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, ai comuni ubicati a un'altitudine tra 281 e 600 metri, ai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali che hanno un terreno in comodato o in affitto, ai possessori di terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inuspicabile.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il