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Imu 2015 e Tasi 2015: calcolo, pagamenti f24, regole, detrazioni, aliquote prima casa, seconda casa, affitto. Novità settimana

Probabile cancellazione sanzioni per chi paga oltre il 16 ma ancora attese conferme e calcolo acconti Imu e Tasi 2015 tra vecchie e nuove aliquote




Si vocifera in questi ultimi giorni di una possibile proroga del termine di versamento dell’acconto di Imu e Tasi 2015 ma sembra una prospettiva davvero difficile che venga approvata. Nonostante, infatti, le tante adempienze fiscali cui sono chiamati Caf e commercialisti in questo periodo e gli impegni anche dei contribuenti, è quasi impossibile che venga rinviata la scadenza di pagamento delle prime rate di Imu e Tasi. Piuttosto per un periodo di ritardo del pagamento ancora da definire potrebbero essere, invece, cancellate le sanzioni solitamente previste. Ma si attendono comunicazioni ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’acconto di Imu e Tasi del 16 giugno dovrebbe essere calcolato sulla base delle aliquote 2015 che ogni singolo Comune dovrebbe deliberare entro qualche giorno. O meglio, i Comuni avrebbero dovuto decidere le nuove aliquote di pagamento Imu e Tasi 20155, ed eventuali detrazioni, entro il 31 maggio ma il Mef ha stabilito uno slittamento della presentazione dei bilanci al 30 luglio, motivo per il quale molti Comuni non hanno finora deliberato le nuove aliquote di pagamento. Altri non lo hanno fatto per la concomitanza il 31 maggio delle elezioni regionali ed eventuali aumenti avrebbero potuto certamente incidere sull’esito.

Probabilmente ora, chiuse le elezioni, potranno stabilire eventuali novità ma se non lo hanno fatto in questi giorni, difficilmente lo faranno fino al termine di pagamento, e se così fosse il calcolo degli acconti delle imposte sugli immobili dovrà essere effettuato sulla base delle aliquote 2014. Tra i Comuni che ad oggi hanno deliberato le nuove aliquote 2015 ci sono Padova, Piacenza, Firenze, Bologna, Arezzo, Livorno, Cagliari, Rimini, Pescara, Modena, Mantova.  

Per calcolare l’importo da versare, sia per Imu che per Tasi, come ormai consuetudine, si parte dalla rendita catastale, si rivaluta del 5% e si moltiplica il risultato per il coefficiente proprio di ogni immobile. Alla cifra ottenuta si applicano le rispettive aliquote di Imu e Tasi, ed si detraggono eventuali detrazioni se previste dal Comune. La somma risultante è quanto dovrà essere pagato che, ricordiamo, per l’Imu deve essere versato esclusivamente dai proprietari anche nel caso di immobili in affitto, mentre per la Tasi si divide tra proprietari e inquilini, che devono versare una percentuale della cifra totale compresa tra il 10 e il 30% a seconda di quanto stabilito dal proprio comune di residenza. Prima di procedere al calcolo, è bene dunque sempre consultare la delibera del proprio Comune per consultare aliquote, eventuali detrazioni e quanto spetta di versamento agli affittuari di immobili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il