BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne, anzianità, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità vera strategie pensata e studiata pur non detta

Come modificare l’attuale legge pensionistica, piani al vaglio e reali possibilità di intervento: le novità ad oggi dopo un’altra intensa settimana di discussioni




Le recenti analisi di Moody's Analytics attestano come l’Italia, a causa di un elevato debito pubblico, abbia, in realtà, pochi margini di intervento per mettere in atto nuove manovre fiscali, il che si traduce in non pochi ostacolo e difficoltà da superare per continuare sulla strada delle novità pensionistiche. Nonostante, infatti, partiti politici e forze sociali, insieme a studiosi e imprenditori, continuino ad auspicare l’approvazione di piani che modifichino i requisiti per l’accesso ai trattamenti pensionistici, finora manca ancora la concretezza.

Tutti i piani finora proposti sono ancora in discussione e probabilmente per assistere a qualche cambiamento effettivo dovremmo aspettare l’anno prossimo. Se, infatti, si procedesse sulla strada indicata, i primi interventi potrebbero essere contenuti nella Manovra Finanziaria d’autunno, per poi entrare in vigore dall’anno prossimo. Ma tutto è ancora molto in forse, così come incerta è anche la strada da seguire.

O meglio, la strada di interventi è giù definita ma resta da capire se partire o meno da quegli interventi negativi e drastici, come i tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, di reversibilità, cumulo, o il ricalcolo degli assegni. E considerando che si tratta di interventi che seppur negativi sembrano necessari per l’approvazione di successivi interventi positivi, soprattutto per le risorse economiche in più che garantirebbero come risparmi, per evitare di perdere ancora consensi, Renzi potrebbe pensare al compromesso di applicare sì interventi negativi ma di prorogare finalmente il contributivo donna.

Si attendono poi gli interventi pensionistici del presidente dell’Inps Boeri, dall’assegno universale al ricalcolo degli assegni, che nelle intenzioni di Boeri, dovrebbe interessare le pensioni superiori a 2 mila euro lordi al mese e introdurre un prelievo di solidarietà del 20% sulla differenza tra la pensione retributiva e quella contributiva, portando nelle casse dell’Inps ben 3 miliardi di euro.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il