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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: soluzione deludente, basata sul compromesso minimo si sta affacciando

Spazi reali minimi di intervento sulla riforma pensioni: lo accertano i dati e le nuove indagini. Ma continuano le discussioni. Le ultime notizie




Dopo settimane di aperture importanti sulla questione pensioni, parole e nuove promesse da parte dello stesso premier Renzi, gli spazi reali per interventi e modifiche sull’attuale legge pensionistica sono minimi: ci sono ostacoli sia interni che esterni, come spesso spiegato, tra chi sostiene la necessità di  cambiare la riforma pensioni e chi invece continua a difenderla perché l’unica capace di garantire sostenibilità finanziaria all’Italia oggi ancora in crisi, e una situazione di conti pubblici negativi e che continuano a peggiora. Tra le novità e ultime notizie che confermano quanto detto anche una tabella elaborata da Moody's Analytics e usata dal Fondo monetario internazionale nel suo studio intitolato ‘When Should Public Debt Be Reduced?’ (Quando il debito pubblico dovrebbe essere ridotto?), che attesta come l’Italia, esattamente come la Grecia, non ha margini di nuove manovre fiscali proprio a causa del suo elevato debito pubblico.

Secondo Moody’s, i Paesi come l'Italia si trovano nella zona rossa e quindi sono considerati a ‘grave rischio’ e il peso della sostenibilità del debito lascia poco spazio a nuovi interventi, contrariamente invece a quanto accade nei cosiddetti Paesi nella zona verde, cioè sicuri, come il Regno Unito. Per intervenire in maniera reale sulle pensioni, bisogna, dunque, partire d interventi drastici, seppur negativi, ma importanti soprattutto per recuperare le eventuali risorse economiche necessarie. Si tratta non solo di applicare quei tagli annunciati da presidente dell’Inps Boeri e commissario per la spending review Gutgeld su baby pensioni, pensioni di invalidità, di reversibilità, cumulo, ma anche con drastici interenti sulla spesa pubblica come anche suggerito dall’ex commissario Cottarelli.

L'ex commissario ha spiegato che in Italia, nella spesa pensionistica rientra anche la spesa assistenziale, motivo per cui la spesa pensionistica è più elevata sia per la struttura della popolazione, che è più anziana, sia perche in passato le pensioni erano più elevate dei contributi effettivamente pagati. Per recuperare risorse e rimettere il sistema in equilibrio bisognerebbe separare queste due voci e tagliare le spese per l’assistenza.

Il premier Renzi vorrebbe intervenire in tal senso ma dopo gli esiti delle elezioni regionali che, nonostante la vittoria del Pd in 5 regioni su 7, hanno comunque attestato un calo di consensi nei confronti del governo, è sempre più difficile applicare questi interventi negativi che farebbero perdere ancor più fiducia e consensi. Nello stesso tempo, però, è urgente intervenire anche per non perdere il sostegno della minoranza Pd e l’elettorato delle pensioni. Ed è proprio a questo punto che si apre la prospettiva di un minimo compromesso, come quello di estendere il contributivo donna e non è un caso, forse, che Renzi a settimane continui a parlare nei suoi esempi di nonne e donne. Resta comunque l’idea di una riforma che passi anche attraverso il ricalcolo degli assegni contributivi ma anche in questo caso è difficile che passi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il