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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: piano reale per interventi e la vera strategia seppur dopo tante promesse

Quali le reali possibilità di intervento sulla riforma pensioni e quali i piani al vaglio: le novità e ultime notizie della settimana appena trascorsa




Le novità e ultime notizie sulle pensioni di questa settimana non sono poi così positive se si prendono in considerazione gli ultimi dati di Moody's Analytics, usati dal Fondo monetario internazionale nel suo studio intitolato ‘When Should Public Debt Be Reduced?’ (Quando il debito pubblico dovrebbe essere ridotto?), e che attestano come l’Italia abbia, in realtà, pochi margini di nuove manovre fiscali a causa del suo elevato debito pubblico. Nonostante, dunque, annunci, promesse e parole, è difficile che si possa seguire una strada di interventi in maniera semplice, senza dover affrontare problemi.

Di certo c’è che è necessario fare qualcosa che dia risposte sia all’elettorato delle pensioni sia che apra alla minoranza Pd e si potrebbe probabilmente partire da quegli interventi drastici e negativi, ma importanti per recuperare le eventuali risorse economiche necessarie, da tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, di reversibilità, cumulo, a ricalcolo degli assegni. Il premier Renzi vorrebbe intervenire in tal senso ma dopo gli esiti delle elezioni regionali che, nonostante la vittoria del Pd in 5 regioni su 7, hanno dimostrato un calo di consensi nei confronti del governo, potrebbe far venire meno ancora la fiducia e per evitare questo scenario si potrebbe dare vita ad un compromesso, come quello di estendere il contributivo donna.

E in questo scenario si inserisce la strategia di interventi pensionistici messa a punto dal presidente dell’Inps Boeri, cui si affianca una novità. Il ministro dell'Economia Padoan, in occasione del Festival dell'Economia di Trento, ha, infatti, dichiarato che “I veri diritti acquisiti sono solo quelli basati sui contributi”, lasciando chiaramente intendere un appoggio al piano di ricalcolo degli assegni pensionistici annunciato da Boeri.

La misura dovrebbe riguardare le pensioni superiori a 2 mila euro lordi al mese e introdurre un prelievo di solidarietà del 20% sulla differenza tra la pensione retributiva e quella contributiva, cosa che porterebbe subito nelle casse dell’Inps 3 miliardi di euro, risorse che se utilizzate davvero in una logica di redistribuzione equa, potrebbero garantire interventi positivi per tutti e finalmente prevede piani di prepensionamento. In ogni caso, qualsiasi sia il sistema da adottare, nonostante le penalizzazioni contemplate e i risparmi che nel lungo periodo assicurerebbe, sarebbe comunque necessario l’impiego di risorse economiche iniziali che possono essere recuperate solo e soltanto dagli interventi negativi sopra riportati e che potrebbero condurre a prossimi interventi positivi magari da inserire nella Manovra Finanziaria d’autunno.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il