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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità piano Boeri domani tra quota 100, contributivo, mini pensione

Mercoledì prossimo 10 giugno, è atteso in Commissione Lavoro per una nuova audizione, il presidente dell’Inps, Tito Boeri: atteso suo nuovo piano pensioni. Le ultime notizie




Mercoledì prossimo 10 giugno, è atteso in Commissione Lavoro per una nuova audizione, il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Potrebbe essere l’attesa occasione per presentare il suo nuovo piano di interventi sulle pensioni anche se tra le novità e ultime notizie non vi è alcuna conferma in merito ed è probabile che la sua nuova proposta organica in materia previdenziale venga presentata in un’altra occasione. Non resta che attendere per capire cosa accadrà. Di certo c’è che il piano conterrà l’assegno universale e che eventuali misure potrebbero essere contenute nella Manovra Finanziaria d’autunno.

Questa possibilità conferma quanto già annunciato dal premier Renzi che alcuni giorni fa ha dichiarato che la prossima Manovra prevedere nuovi interventi pensionistici con possibilità che si considerino le proposte Damiano-Baretta, di pensione a 62 anni di età con 35 anni di età e penalizzazioni, e quella dell’ex ministro del Lavoro Sacconi, che all’abbassamento dell’età a 62 anni, prevede un’ulteriore riduzione di due anni per le lavoratrici madri e possibilità di passare al part-time per i lavoratori che assistono familiari con disabilità. Intanto, Boeri ha confermato che entro questo mese presenterà una novità, come accennato, per chi ha 55-65 anni, non ha ancora maturato la pensione e ha perso il lavoro.

Nessun particolare riferimento a sistemi di uscita con quota 100 o mini pensione, mentre è probabile che venga approvata la proroga del contributivo donna, anche se resta da definirne i tempi viste le ultime richieste di slittamento al 31 dicembre 2018, e nel suo piano si fa sempre più strada l’ipotesi di ricalcolo contributivo, che contribuirebbe a recuperare nuove risorse economiche ma anche a ristabilire equità pensionistica. Secondo Boeri, si può chiedere “un contributo di equità basato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati limitatamente a chi percepisce pensioni di importo elevato”.

Secondo i suoi stessi calcoli, applicando questo sistema nel giro di poco tempo di riuscirebbero a recuperare ben 4 miliardi di euro che potrebbero essere agevolmente impiegati in ulteriori interventi sulle pensioni. L’intervento dovrebbe interessare però, come spesso ribadito da Boeri stesso, coloro che percepiscono le cosiddette pensioni d’oro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il