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Imu e Tasi: prima casa, seconda casa, terreni, box, cantine, affitto. Calcolo, aliquote, detrazioni, esenzioni codici tributi F24

Ancora una settimana circa alla scadenza di pagamento degli acconti Imu e Tasi 2015: termine di versamento in programma martedì prossimo 16 giugno. Cosa sapere e come fare




Ancora una settimana circa alla scadenza di pagamento degli acconti Imu e Tasi 2015: martedì prossimo 16 giugno, infatti, i cittadini italiani sono chiamati a pagare la prima rata delle imposte sugli immobili. La seconda del saldo finale si pagherà, invece, il prossimo 16 dicembre. Ed è corsa in questi giorni al calcolo di quanto versare sia di Imu che di Tasi. Tutti, infatti, tra proprietari e inquilini dovranno pagare, considerando nuove o vecchie aliquote. Per verificare che il proprio Comune di residenza abbia deciso nuove aliquote 2015 o abbia deciso di mantenere ancora le aliquote dell’anno scorso per il versamento dell’acconto, basta semplicemente consultare o il sito del Mef o il sito istituzionale del proprio Comune.

Non sono molti i Comuni che hanno deliberato le nuove aliquote 2015, tra loro troviamo Firenze, Bologna, Arezzo, Modena, Cagliari, Livorno, Piacenza, Pescara, Vicenza, Mantova, Verona, Rimini, mentre alcune tra le grandi città, da Torino a Milano, Genova, Roma, Napoli, Palermo, Bari hanno deciso di mantenere al momento le aliquote 2014. Per il calcolo, in entrambi i casi, si parte dalla base imponibile, che si ottiene rivalutando del 5% la rendita catastale, che deve essere poi moltiplicata per il coefficiente dell’immobiliare per cui si paga.

I coefficienti sono 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A, con esclusione della categoria catastale A/10 e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7; 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B, e nelle categorie C/3, C/4 e C/5 (laboratori artigianali, palestre (senza fini di lucro), stabilimenti balneari); 80 per i fabbricati classificati nella categoria D/5 (istituti di credito, cambio, assicurazione) e per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10 (uffici e studi privati); 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D (capannoni, alberghi, cinema, ecc.), ad eccezione degli immobili classificati nella categoria D/5, per i quali, come detto, il moltiplicatore è 80; 55 per i fabbricati classificati nella categoria C/1 (negozi).

Alla cifra risultante devono essere quindi applicate le aliquote Imu e Tasi del proprio Comune di residenza e sottratte eventuali detrazioni se previste. Non pagano l’Imu le prime case e relative pertinenze, cioè box, cantine, solai, e i terreni agricoli ma solo quelli che si trovano in Comuni totalmente montani secondo la classificazione Istat. Pagano regolarmente tutti gli altri immobili, seconde case e pertinenze, case in affitto, uffici e altri immobili commerciali e i terreni agricoli dei Comuni non montani.

La Tasi, invece, si paga su tutti gli immobili comprese abitazioni principali e relative pertinenze, mentre ne sono esenti i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto; gli immobili posseduti dallo Stato; i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali; e gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dagli enti del servizio sanitario nazionale, atti esclusivamente a ruoli istituzionali.

La Tasi deve essere pagata sia proprietari che inquilini, cui tocca una percentuale compresa tra il 10 e il 30%, mentre l'Imu resta esclusivamente a carico dei proprietari. Precisiamo che nei casi di divorzi e separazioni, paga la Tasi solo il coniuge cui viene affidata la casa coniugale con decisione del tribunale e che devono pagare la Tasi anche anziani e disabili proprietari di immobili ma residenti in strutture sanitarie o case di cure sulla base dell’aliquota deliberata dal proprio Comune di residenza.

Per le modalità di pagamento, Imu e Tasi si pagano anche quest’anno con bollettini postali o modello F24. Il bollettino postale è disponibile presso qualsiasi ufficio postale con una serie di dati già riportati che dovranno essere completati con i propri dati anagrafici e i dati richiesti dell’immobile per cui si paga. I codici tributo per il pagamento dell'Imu sono 3912 per abitazione principale e pertinenze, 3914 per terreni, 3916 per aree fabbricabili, 3918 per altri fabbricati, 3925 per immobili a uso produttivo allo Stato, 3930 per immobili a uso produttivo al Comune; mentre quelli della Tasi sono 3958 su abitazione principale e pertinenze, 3959 su fabbricati rurali strumentali, 3960 su aree fabbricabili, 3961 su altri fabbricati.

Nel modello F24 i codici tributo devono essere inseriti nella sezione intitolata Sezione Imu e altri Tributi locali in corrispondenza delle somme indicate nella colonna ‘importi a debito versati’. Bisogna poi compilare lo spazio codice ente/codice comune in cui bisogna indicare il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, il campo Numero immobili, dove indicare numero degli immobili, la tipologia di pagamento nella casella ‘Acc’ (acconto) per il pagamento del 16 giugno, e lo spazio ‘Anno di riferimento’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il