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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, mini pensione, assegno universale accordo minimo deludente in arrivo

Necessità di intervenire sulle pensioni ma ancora diversi problemi e ostacoli: il possibile compromesso del Renzi. Cosa potrebbe cambiare davvero e quando?




Nonostante la volontà ribadita dal governo di voler intervenire sull’attuale legge pensionistica, nonostante il presidente dell’Inps Boeri si prepari a giorni a presentare una nuova proposta di cambiamenti al governo, tra assegno universale per gli over 55, revisioni per le ricongiunzioni onerose, ricalcolo contributivo, la situazione non è poi così semplice da definire. Sono, infatti, stati messi a punto nel corso di questi mesi diversi meccanismi che porterebbero ad una modifica dei requisiti pensionistici per tutti, e stiamo parlando, per esempio, di sistema di uscita a quota 100, con mini pensione o prestito pensionistico, ma anche di pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi e una serie di penalizzazioni crescenti in base all’anno di anticipo in cui si decide di andare in pensione, o al contrario anche incentivi se si resta oltre i 66 anni oggi richiesti.

Sono solo alcuni degli interventi messi a punto ma le novità e ultime notizie confermano come sia complesso ancora riuscire a dire sì a queste modifiche. I motivi sono molteplici: i conti italiani continuano a peggiorare e pur trattandosi si sistemi che, come ribadito più volte, sarebbero a costo zero e permetterebbero addirittura nel lungo periodo risparmi dando anche possibilità di rilancio dell’occupazione giovanile, richiederebbero almeno inizialmente risorse (che sarebbero anticipi) che lo Stato ha dichiarato più volte di non avere , senza considerare poi che bisognerebbe intervenire su un riforma che secondo i tecnici del Tesoro e non solo è stata l’unica finora a garantire sostenibilità economica all’Italia della crisi.

Ma l’urgenza di intervenire è conclamata da diversi studi e analisi che dimostrano come il rilancio occupazionale, e quindi di competitività e dell’economia, in generale, possano avvenire solo attraverso l’approvazione di piani di prepensionamento, motivo per il quale si punta a interventi negativi che prevedono, come spiegato da presidente dell’Inps Boeri e commissario per la spending review Gutgeld, ma sostenuti anche dal premier Renzi, tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, di reversibilità, cumulo, ricalcolo contributivo einterventi drastici sulla spesa pubblica come suggerito dall’ex commissario Cottarelli.

Il premier Renzi teme, però, che così facendo possa perdere ancora consensi, ed ecco che per evitare questo scenario spunta l’ipotesi di una sorta di compromesso, minimo, che potrebbe concretizzarsi con quella proroga del contributivo donna attesa da tantissimo ma su cui il ministro Poletti solo qualche giorno fa si è mostrato piuttosto incerto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il