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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità attuate per prossimi interventi. La strategia reale non detta

La riforma pensioni continua a dimostrarsi un terreno di confronto sia all'interno che all'esterno del PD. Decisiva la congiuntura economica.




Sono tanti i campi di battaglia in cui si sta consumando lo scontro sulla riforma pensioni. A rivelarlo sono novità e ultime notizie: questi sono i giorni preparatori per capire quale direzione prenderà il cambiamento. Tra le misure oggetto di discussione c'è quella dell'assegno universale. Anche questo si sta però rivelando un terreno di scontro tra le anime del Partito Democratico. Anche negli ultimi giorni il premier è stato chiaro: non c'è spazio per questa misura. Secondo Matteo Renzi, si tratterebbe solo di assistenzialismo, mentre la priorità sono nuovi posti di lavoro. E infatti la maggior parte degli sforzi, economici e legislativi, è stata concentrata su questo versante.

Di diverso tenore è la minorazione del suo partito, quella maggiormente sensibile alle necessità sociali. Fioccano infatti proposte per introdurre il reddito minimo garantito. E al Senato, nella commissione competente, la sinistra dem collabora con il Movimento 5 Stelle per accelerare l'iter della legge. Nel mezzo c'è l'Inps, il cui presidente Tito Boeri presenterà entro la fine del mese il suo pacchetto di proposte per riformare le pensioni.

Poi c'è da fare i conti con una situazione sociale che è arrivata al massimo grado di sopportazione. Dei 7 milioni di italiani senza lavoro, secondo le stime dell'Istat, sono 1,6 milioni gli scoraggiati (ciò coloro che hanno smesso di cercare un posto) e circa 3 milioni i giovani sotto i 35 anni disoccupati. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, si appresta in settimana al varo dei decreti attuativi sul Jobs Act. Il via libera potrebbe arrivare dal Consiglio dei ministri di giovedì.

La delega del Jobs Act va esercitata entro il 16 giugno. La legge delega prevede la possibilità di introdurre un salario minimo nei settori che non sono regolamentati da un contratto nazionale. Nei decreti delegati in arrivo in Consiglio dei ministri il tema non viene affrontato. Il salario minimo è rinviato a un confronto con le parti sociali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il