BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità accordo deludente, minimo e inutile ritorna alla ribalta

Ecco i primi spiragli di intervento sulla riforma pensioni, ma i punti interrogativi sono ancora tanti. Novità e ultime notizie.




C'è ancora molto da lavorare sulla riforma pensioni. Da una parte ci sono le posizioni di chi sostiene interventi minimi sull'attuale impianto previdenziale. Dall'altra c'è chi spinge per modifiche strutturali, da inserire nella prossima manovra finanziaria. Nel mezzo si trova il premier Matteo Renzi. Se inizialmente è stato piuttosto tiepido rispetto ai cambiamenti, adesso si sta mostrando più possibilista. Le ragioni sono diverse, a partire dalla necessità di riaprire il dialogo con quella parte del suo partito più di sinistra ovvero più favorevole a interventi di riequilibrio sulle pensioni e sul lavoro. E poi c'è la situazione economica che inizia a far intravedere i primi spiragli di intervento.

D'altronde occorre fare i conti con i numeri tutt'altro che positivi. Sono 7 milioni le persone che in Italia, secondo gli ultimi dati dell'Istat, sono disponibili a lavorare ma si trovano senza alcuna occupazione. Ma non sono da sottovalutare quei 3,5 milioni di sfiduciati: persone che non cercano più il lavoro e sono quindi inattive. Altri 3,3 milioni sono disoccupati ovvero coloro che cercano un lavoro senza trovarlo. Il tasso generale dei senza lavoro è stato pari al 12,4% nel mese di aprile. Si tratta di cifre elevate rispetto alle quali appare urgente l'introduzione di soluzioni per favorire il turn over generazionale.

Si tratta di una stra su cui sta lavorando il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti. Prima di lui ci avevano provato sia il governo Monti, con una piccola sperimentazione, sia il governo Letta. Chissà che il dibattito non trovi nuova linfa vitale con Coesione Sociale, il movimento del segretario della Fiom Maurizio Landini che intende raccogliere quanti sono "contro il riformismo di Renzi e puntano a una ricetta diversa per combattere la crisi". Coesione Sociale è nato "fuori dai partiti per ricostruire la politica con la P maiuscola", ha spiegato Landini a margine dell'assemblea organizzativa.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il