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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: assegno universale e quota 100 in piano Boeri. La soluzione è ricalcolo assegno

Intervenire sull’attuale legge pensionistica per modificare i requisiti di accesso alla pensione, abbassandoli per tutti, partendo dal ricalcolo contributivo: piano pensioni del presidente Inps Boeri




Intervenire sull’attuale legge pensionistica per modificare i requisiti di accesso alla pensione, abbassandoli per tutti, partendo dal ricalcolo contributivo: questa è la strada delineata dal presidente dell’Inps Boeri. Non si tratta di una novità, considerando che da sempre, sin dal momento della sua nomina, Boeri ha rimarcato più volte la necessità di agire in tal senso, innanzitutto per porre fine alle ingiustizie sociali, che sarebbero tantissime, per risolvere lo squilibrio pensionistico generazionale e, quindi riportare equità sociale, nonché per accumulare nuove risorse economiche che servirebbero in un secondo momento per approvare piani di prepensionamento, a fronte, però, di penalizzazioni.

L’intenzione è quindi quella di mettere da parte prima ulteriori soldi e poi di permettere la possibilità di andare in pensione prima ma percependo assegni minori. Insieme al ricalcolo contributivo, poi, per sistemare i conti e per rimediare a errori che hanno portato il sistema previdenziale attuale ad essere decisamente squilibrato si dovrebbe intervenire con novità per le ricongiunzioni onerose, revisioni di baby pensioni così come dell’intera governance dell’Inps, processo che, potremmo dire, è iniziato già con l’operazione trasparenza prima e l’avvio de ‘La mia pensione’ dopo sempre avviate da Boeri.

E proprio perché Boeri finora ha sempre mantenuto quanto annunciato, crescono le aspettative da parte di tutti di vedere realizzati gli altri piani annunciati, anche se inizialmente sarebbero negativi. Ma è necessario partire da qualche parte per poter arrivare a soddisfare le tantissime richieste arrivate in questi ultimi mesi da parte sia di forze politiche che di forze sociali. Servono soldi, anche perché dagli ultimi dati sulla situazione economica italiana è chiaro come i conti continuino a peggiorare, e l’unico sistema per recuperarli è agire con interventi drastici, che però colpirebbero soltanto coloro che percepiscono pensioni più elevate, in parte calcolate con vecchio metodo retributivo.

E si tratta si un piano appoggiato anche dal ministro dell’Economia Padoan che solo qualche giorno fa ha spiegato come effettivamente i diritti pensionistici debbano derivare dal valore dei contributi versati dal lavoratore durante la sua vita professionale. I soldi recuperati servirebbero anche per garantire quell’assegno universale per chi perde il lavoro ma non può ancora andare in pensione, per tutti, senza avere impatto sui conti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il