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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma per chi, quando e come con diversi interventi minora programmati oltre anticipata

La riforma pensioni si gioca a più livelli, sia su quello delle misure strutturali sia si quello degli aggiustamenti di alcune distorsioni.




Le misure strutturali sulla riforma pensioni sono attese sono con la manovra finanziaria di fine anno. Come argomentato da Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, non ci sono i tempi tecnici e né gli spazi economici per cambiare un sistema che è in grado di assicurare ingenti risparmi alle casse dello Stato.

Le misure sul tappeto sono note da tempo: si va dall'applicazione di quota 100, come somma di età anagrafica e anni di contribuzione, quale soglia da raggiungere per andare in pensione all'allargamento per tutti del sistema di calcolo sulla base dei contributi versanti, passando per l'introduzione dell'assegno universale e del prestito previdenziale per gli over 55 senza lavoro e privi dei requisiti per l'accesso al trattamento previdenziale.

In attesa di capire quale di queste misure troverà spazio nell'ordinamento italiano, in ballo ci sono tanti altri piccoli aggiustamenti del sistema previdenziali, come quelli sui lavoratori che assistono familiari disabili, sul riscatto degli anni universitari ai fini previdenziali, sui cosiddetti lavoratori precoci e su chi svolge attività prevalentemente usuranti. E che dire dei quota 96 del mondo della scuola ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella legge attuale che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico?

Nelle ultime ore si è registrato lo stop alla staffetta generazionale da parte del presidente dell'Inps, Tito Boeri. Non sul principio in sé, ma "se fatta per legge può essere molto costosa e distorsiva". Il numero uno dell'Inps ha fatto presente che "il sistema contributivo permette una certa flessibilità e se le persone vanno in pensione prima con un assegno più basso questo può creare tensioni nel breve periodo ma non aumenta il debito implicito del sistema pensionistico".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il