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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: interventi sociali, documenti ufficiali in Europa si contraddicono

Dopo il documento dei ministri europei, nuove linee guida da Europa: cosa prevedono, come si agirà sulle pensioni e alte novità




Qualche giorno fa i ministri per gli affari europei di Italia, Germania, Francia,  Repubblica Ceca e Slovacchia hanno presentato un nuovo documento congiunto che rilancia la necessità di cambiamenti per welfare e pensioni e, con particolare riferimento al nostro Paese, appare chiaro che la crescita potrebbe partire da modifiche della riforma pensioni attuale, a quei requisiti che oggi chiedono 66 ani e tre mesi di età richiesti e ai 42 anni e sei mesi di contributi agli uomini e 41 anni e sei mesi di contributi alle donne, da tenti ritenuti troppo rigidi.

I sistemi al vaglio sarebbero ancora quelli di uscita con quota 100, con mini pensione o prestito pensionistico, o a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, senza dimenticare l’assegno universale già esistente in quasi tutti gli altri Paesi europei.

Presto però arriverà un nuovo documento, la bozza con le linee guida definite dai presidenti della Bce, Draghi, della Commissione Ue, Juncker, del Consiglio europeo, Tusk e dell’Eurogruppo, Dijselbloem per il rilancio dell’Eurozona che dovrebbe realizzarsi in due fasi e destinato a concludersi entro il 2019. Le misure contenute prevedono innanzitutto maggiori controlli sulle riforme e sui conti pubblici per arrivare, come detto, entro il 2019, ad un'eurozona che sostenga socialmente i suoi cittadini attraverso un proprio bilancio e un Fondo monetario europeo per sopperire alle crisi finanziarie.

Il documento mira allo sviluppo della moneta unica e lascia intendere anche possibili lavori per le nuove pensioni. Da quanto si evince, nei primi anni ci saranno conti ancora più stringenti da rispettare, per poi successivamente arrivare alla costituzione di una base anche sociale dell'Europa con ammortizzatori, aiuti, pensioni. Ma se così fosse, si prospettano anni piuttosto duri per l’Italia che sarebbe costretta a ridurre in maniera notevole il debito lasciando pochi spazi alle manovre di modifica auspicate. Ma la situazione dovrebbe poi migliorare. Come si evolveranno dunque le cose è la domanda che oggi si pongono in tanti, soprattutto quanti auspicano modifiche urgenti al sistema pensionistico italiano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il