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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: Gutlgeld, Renzi, Padoan, Boeri e quota 100, mini pensione con interventi negativi

Le novità e ultime notizie sulle pensioni sembrano aprire la strada a possibili interventi di modifica. Oggi, infatti, mercoledì 10 giugno, Tito Boeri, presidente dell’Inps, alla Camera: cosa succederà




Le novità e ultime notizie sulle pensioni sembrano aprire la strada a possibili interventi di modifica. Oggi, infatti, mercoledì 10 giugno, Tito Boeri, presidente dell’Inps, si prepara a parlare del suo piano di modifica dell’attuale legge pensionistica anche se non vi è certezza del fatto che venga presentato effettivamente entro la fine di questo mese.

Ciò che chiaramente si sa è che, in ogni caso e per qualsiasi novità, si partirà da quegli interventi negativi di cui si è sempre parlando e dal ricalcolo contributivo. Si tratta di meccanismi, tagli di baby pensioni, pensioni di reversibilità, invalidità, guerra, cumulo, e ricalcolo degli assegni finali necessari, secondo quanto previsto, sia per recuperare nuove risorse finanziarie sia per rimettere in equilibrio l’attuale sistema pensionistico.

Penalizzazioni, invece, previste per chi decide di andare in pensione prima, anche se restano da definire i meccanismi, tra quota 100 e mini pensione. I soldi recuperati dai drastici interventi negativi se davvero utilizzati in una logica di equa redistribuzione  potrebbero portare a interventi postivi, finora richiesti da tutti tra forze politiche e sociali, e all’introduzione dell’assegno universale per gli over 55 senza avere alcun impatto sui conti pubblici. Il ricalcolo contributivo, seppur non appoggiato da tutti, trova il consenso del premier Renzi, del commissario per la spending review Gutgeld, e dell’ commissario Cottarelli, e del ministro dell’Economia Padoan.

Padoan ha chiarito la sua posizione in merito durante il Festival dell'Economia che si è tenuto a Trento dicendo che “I diritti acquisiti tali restano e i veri diritti acquisiti sono quelli basati sul contributivi”, distinguendo il metodo contributivo, esteso a tutti i lavoratori, da quello retributivo ormai accantonato per le generazioni presenti e future ma ancora valido per chi è andato in pensione prima dell’avvento dell’attuale riforma pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il